Capisci che vivi all’estero da tanto quando…

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Ci sono segnali che ci avvertono che viviamo all’estero da un tempo che possiamo definire LUNGO!
(nel mio caso in un paese di lingua inglese)

Il momento in cui
sappiamo perfettamente la forma ed il colore dei vari tagli delle banconote e delle monete senza dover fermarci 5 secondi, scusarci con il cliente imbarazzati per la nostra ignoranza e leggere le scritte inverosimilmente piccole incise sopra quei pezzi di metallo!

Il momento in cui
cominciamo a pensare prima in inglese poi in italiano (parolacce comprese!)


Il momento in cui
inseriamo nel nostro vocabolario parole che solo i cittadini madrelingua usano….con profonda sorpresa da parte loro e con una certa “riserva” sulla nostra pronuncia (come biasimarli…..è come sentire un nigeriano immigrato da solo qualche mese a Bologna dire: “Socia!”)

Il momento in cui
non ci sorprendono più gli abbinamenti di vestiario e calzature totalmente fuori dal nostro comune e forse non sempre azzeccati…..il bello? E’ che a loro non gliene frega nulla!

Il momento in cui
avere insetti giganteschi che girano per casa non è più motivo di un’ uscita improvvisa in mutande saltando come una cavalletta impazzita nel mezzo della notte!

Il momento in cui
leggere il giornale o un libro in inglese non è più un’impresa epica che all’inizio durava ore ed ore….e parlo di un articolo solo!
Ora quelle parole hanno un senso!!!!

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Il momento in cui

guardando un film in lingua originale (99% delle volte in inglese) realizziamo che
FINALMENTE IL MOVIMENTO DELLE LABBRA COINCIDE CON I SUONI CHE NE ESCONO!!!

Il momento nel quale
guardando la tv capiamo cosa viene detto (o almeno una buona parte!)
e dal tg apprendiamo finalmente che cosa accade nel mondo!……beh proprio quel momento in cui realizzi che forse era meglio non capire un accidente!

Il momento in cui
basta sentire qualcuno parlare e capisci il paese di provenienza grazie alla tua vasta conoscenza degli accenti dovuta ad anni trascorsi a lavorare in bar e ristoranti confrontandosi con clienti da tutto il mondo.

Il momento in cui
basta uno sguardo fugace per determinare che quella persona è “un ITALIANO”!
Sarà la faccia da furbo, il vestito di marca, il sopracciglio rifatto, a volte la camminata….e l’accento che è determinante anche solo nel dire una parola!

Il momento in cui
il ritrovarsi in una città con 8 milioni di abitanti e una mappa striminzita raccattata alla stazione metro non fa più paura, perché oramai siamo abituati a perderci, chiedere informazioni e ritrovarci nel mezzo di non si sa cosa con un enorme punto di domanda che sembra pendere sulla nostra testa e richiamare l’attenzione di qualche buon samaritano che ci illustra la diretta via che fortunatamente non sarà più smarrita!

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Il momento in cui
scopriamo che nel nostro menù del giorno (spesa al supermercato!) ci sono cibi dei quali non abbiamo mai nemmeno sentito il nome, ma che dopo qualche tempo e prova di commestibilità diventano uno dei nostri piatti preferiti

Il momento in cui
dividere la tua casa con altre 8 persone e stanza con altre 2 diventa una cosa normale, che dura mesi e mesi e quando capita che un coinquilino se ne va ne senti la mancanza

Il momento nel quale
sai che dovrai partire ancora una volta e nel tuo cuore terrai ciascuna delle persone che hanno camminato sulla tua strada sempre con te,
sai che hanno contribuito in un modo o nell’altro al tuo viaggio
e sai che hanno fatto parte del tuo destino rendendolo a volte più facile, a volte ci hanno fatto soffrire e a volte innamorare.
Terrai le immagini di ciascuno dei luoghi nei quali sei stato, sempre vive nella tua anima.
Quei profumi, quei colori e quelle sensazioni sulla tua pelle non se ne andranno mai e le ricorderai…e ne te nutrirai quando sentirai il bisogno di qualcosa che faccia palpitare il tuo cuore più forte.

Addio alle mie compagne di viaggio!

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Ebbene si….il momento è purtroppo giunto….

…lo so che sarebbe successo prima o poi…

…le mie infradito si sono rotte!!!

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Da quel Gennaio 2006, dopo otto lunghi anni di fedeltà, dopo avermi accompagnata in giro per il mondo in ben tre continenti tra mare, montagna, deserto, neve, nebbia e caldo soffocante, un paio di giorni fa questi due pezzi di plastica hanno tristemente ceduto all’usura del tempo.

Con me dall’Italia in viaggio a Capo Verde

poi in Marocco.

Inghilterra,

Sud Africa ed infine

qui, in Australia.

Tempo di buttare via il passato e pensare ad un nuovo paio di ciabatte….ma della stessa marca questo è certo!

I love you Havaianas 😉

Che parole identificano gli italiani in Australia?

Oggi mi sento particolarmente ispirata per farmi una risata sulle parole dispregiative che si utilizzano per identificare gli italiani. Premetto che comunque questi termini non sono più così comuni e personalmente non ho mai avuto NESSUNA esperienza di questo genere.

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Vorrei soffermarmi sul come veniamo “etichettati” qui in Australia visto che è questo il paese dove mi trovo ora. Ho contatti con persone australiane, che sottostando al il mio tartassamento di domande gentilmente mi hanno dato un’ idea delle PAROLE (dette anche slang) che ci  identificano qui nella terra dei canguri e dei koala.

Talvolta non è stato particolarmente piacevole ascoltare che definizione usa un popolo per descriverti! In ogni caso le ricerche vanno fatte 😉

Una di queste meravigliose parole è WOG.
Parola usata soprattutto per ITALIANI, GRECI o chi comunque viene dai paesi sud europei, popolazioni dalla pelle non bianca ma olivastra.

Origine: questo termine è stato introdotto e veniva usato sopratutto alla fine della seconda guerra mondiale, nel primo periodo di dopoguerra durante le grandi emigrazioni dall’Italia all’Australia appunto. 

Un secondo termine, in questo caso coniato proprio per noi italiani (quale vanto!) è DAGO.
Un’altra parola dispregiativa per “descrivere” appunto gli immigrati italiani e deriva dal nome spagnolo Diego. L’origine della parola Dago risale al 1800 quando veniva usata dai marinai inglesi per riferirsi agli spagnoli e portoghesi.

Nel 1900 invece divenne il termine dispregiativo con il quale gli americani si riferivano agli italiani (questo dovuto alla grande immigrazione verso gli Stati Uniti avvenuta dopo la guerra)

Consiglio per sdrammatizzare il post? Guardatevi il film “The Wog Boy”….esilarante!

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Conoscete altri termini??? Lasciate un commento e aggiornerò la mia “lista”!

Un tocco di personalità

Image

Oggi sono uscita di casa per andare a fare la spesa e mi cade l’occhio su una roba rosa sulla strada….era una targa di un’auto!
Traduco cosa c’era scritto per chi non mastica l’inglese:

Sono povero

Beh, devo onestamente dire che qualche parolaccia mi è balzata nella mente e che già per il fatto che hai una Subaru come macchina mi lascia pensare che un poveretto proprio non sei e che la povertà è ben altra.

Non mi è particolarmente piaciuta questa personalizzazione della targa che qui è sì possibile….ma il tatto ed il buon senso non dovrebbero dirti che forse è un tantino troppo scrivere di essere povero quando hai sotto al sedere una macchina così e non un catorcio di 50 anni fa?!

Ovvio, mia personale idea.

Sarà il fatto che non amo le persone che fanno come si dice qui “Show off” che significa ostentare, far vedere una certa posizione economica….ma voglio prenderla sul ridere!

Si, prendiamola così e facciamoci due risate sulle altre personalizzazioni di targhe che ho visto in giro tipo: palme, canguri, la scritta “I’m home” (sono a casa), nomi di persone e/o animali e per dare il tocco finale una con scritto: The King (il re).

Viva la libertà di espressione 😉

 

La tipica domenica australiana

Arrampicata

Ieri era domenica, EVVAI!!! Il che significa che non si lavora, EVVAI!!! Per chi il lavoro già ce l’ha…ma chiudiamo parentesi ( ) 😉
Dopo un sabato intero di pioggia trascorso non proprio felicemente chiusa in casa, ieri uno spiraglio di sole è arrivato, così cambiata tenuta e inforcate le scarpe da ginnastica sono partita per una passeggiata ristoratrice e sgranchitrice (scusate l’ incavallamento della lingua per cercare di pronunciare questa parola puramente inventata!).

kangaroopoint

Piena di energie comincio la mia camminata verso Kangaroo Point che è uno dei posti più belli qui a Brisbane. La passeggiata costeggia il fiume (che ovviamente si chiama Brisbane!) e parte dalla zona di Southbank arrivando in cima dove il fiume fa la curva. Il sentiero è quasi costantemente diviso a metà tra pedoni e ciclisti e ancora diviso nuovamente a metà nelle due corsie di marcia dove procedendo si mantiene la sinistra. Ma quanto sono organizzati sti australiani?!?

Canoa

Praticamente più camminavo su questo sentiero e più mi avvicinavo a quella che ho scoperto essere la zona “attività”, il che significa che ero circondata da persone di ogni età e colore che facevano ogni sorta di cosa. Qui la domenica non si lavora, a patto che tu sia australiano e che non debba servire a dei tavoli, e se la godono proprio! Certo con un clima che è caldo e il sole splende quasi tutti i giorni dell’anno come dar loro torto! Mi sono sentita un po’ australiana anche io 😉

Ballerini

Da ogni lato dove giravo lo sguardo c’era uno scenario di questo tipo: gente arrampicata alla parete scoscesa di una montagna impegnata a fare i passi giusti per non cadere nel vuoto e fracellarsi al suolo imitando un po’ Indiana Jones e un po’  Mac Giver in questo sport dell’arrampicata libera; nel frattempo sulla mia destra, ma a terra questa volta avevo la pista ciclabile con ogni sorta di veicolo possibile che vi circolava sopra, dalle normalissime biciclette agli skateboard, rollerblade, Segway (che sono quegli affari elettrici  a due ruote  parallele che stanno in equilibrio), tandem, waveskateboard (skateboard che però avanza grazie ad un tuo movimento con il peso e le gambe).

Barbecue

Barbecue 2

Sulla sinistra avevo il fiume e dentro c’erano persone sulle canoe intente a non arenarsi sugli scogli davvero MOLTO vicini e che si affannavano a remare, le pietre probabilmente, ed allontanarsi dal pericolo di risultare una balena sulla spiaggia!
Davanti e dietro di me era pieno di griglie per il barbecue e sono stazioni pre installate con gazebo e appunto griglie con carbone grazie alle quali tu devi solo disturbarti a portare le cibarie e l’alcool, a invitare famiglia e amici poi la festa può cominciare!

Equilibrista

Senza parlare di chi correva, chi faceva yoga sul prato, chi suonava, chi ballava, chi cercava invano di addestrare il proprio cane, chi faceva judo….davvero sono rimasta senza parole. Era come essere ad una fiera e avere tutti questi stimoli visivi che mi inondavano!

Papà e figlia

La prossima domenica abbandono la camminata come esercizio e ci torno con la mia DSLR Canon!
Voi invece come avete passato la domenica? Lasciate un commento, sono curiosa di vedere chi se l’è passata meglio!!!…o peggio 😉