SOLO WOMAN ROAD TRIP: da Nitmiluk National Park a Kakadu National Park – NT

Tramonto su Edith Falls

Tramonto su Edith Falls

Nitmiluk National Park si trova a 244 chilometri a sud di Darwin. Gli spettacolari panorami che circondano quest’area sono stati creati dall’erosione delle acque del fiume Katherine nella roccia che forma le numerose valli e gole caratteristici del Nitmiluk National Park.

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Una strada che parte dalla città di Katherine porta i visitatori all’ingresso del parco nazionale: la vostra esplorazione dovrebbe a mio parere cominciare con una visita al centro informazioni nel quale è disponibile la mappa dei sentieri che portano nei vari “Gorge” ovvero queste gole spettacolari che è possibile raggiungere non solo a piedi, ma inoltre affittando canoe.

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Casa dolce casa…ovunque tu sia!


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Sapete quando si è al telefono con amici e famiglia e si parla del più e del meno, a volte si pronunciano frasi che vengono da un’abitudine, da un modo di dire, ma alle quali non poniamo poi molta attenzione.

Mi è successo questa mattina quando al telefono con un’amica alla sua domanda dov’ero ho risposto:” sono a casa”.

Sono a casa.
Avete mai pensato a questa frase?

Probabilmente no perché quando la dite vi trovate effettivamente a casa vostra! Ma noi viaggiatori a volte poniamo attenzione a cose che la maggior parte delle persone considerano scontate.

Qualche anno fa dopo aver subito un semplice intervento chirurgico imparai una lezione di vita che rimase dentro di me e sulla quale rifletto spesso: mai dare qualcosa per scontato.

Quando questa mattina ho detto alla mia amica che ero a casa mi sono fermata un attimo e mi sono trovata a pensare che quella fosse una cosa strana da dire…sono a casa ma non è la mia casa!

Quando si viaggia si sviluppa un certo “Spirito di adattamento” che altrimenti non avremmo: credo sia un meccanismo di difesa ad una situazione di cambiamento radicale. A volte comunque manteniamo alcune abitudini che ci fanno sentire più a nostro agio quando siamo lontani, come il cucinare ricercando gli ingredienti originali che useremmo a casa, o cercare quel detersivo il quale profumo ci ricorda della nonna, o il dire:”sono a casa”!

Ho pensato al significato della parola casa: è quell’insieme di muri, arredamento, abitudini, odori e persone che hanno fatto parte del nostro passato? O è ovunque ci si trovi nel mondo in un determinato momento, quel luogo nel quale ORA ci sentiamo protetti e al sicuro?

Casa dolce casa….ovunque tu sia!

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“La mia casa è piccola ma le sue finestre si aprono su un mondo infinito.”
CONFUCIO

Australia: una giornata tipo…o quasi

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Howdy gente!

Ho ricevuto alcune email e commenti da persone che mi chiedono di dedicare un post alla giornata tipo qui in Australia. Bene, le richieste dei lettori vanno soddisfatte quindi oggi il post sarà dedicato proprio a questo.

Descrivere una giornata tipo è piuttosto complicato, ho pensato tante volte a scrivere qualcosa a riguardo ma essendo una viaggiatrice vagabonda non ho una vera e propria routine. Il termine che definisce noi giovani viaggiatori immigrati (specialmente europei) sotto i 30 anni è BACKPACKER.

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Backpacker deriva dal termine backpack che è il nome del tipico zaino da trekking che noi giovani con il Working Holiday Visa ci portiamo sulle spalle in questa avventura a 15.000 chilometri da casa.

Come ogni Backpacker che si rispetti anche io ho dovuto attraversare diverse fasi durante il mio primo anno di soggiorno downunder. Tanto per la cronaca in caso alcuni lettori non lo sapessero sono in Australia da quasi 16 mesi 🙂

Nei primi 12 mesi di permanenza tutti o quasi (a parte chi è ricco di famiglia o ha tanti risparmi da parte) dobbiamo: lavorare qualche mese, fare quei famosi 88 giorni di lavoro in agricoltura e viaggiare.

Quindi a seconda di ciò che si sceglie di fare prima (vi consiglio gli 88 giorni di farm) la routine giornaliera cambia e tanto!


LA MIA ESPERIENZA 

Giornata tipo lavorando in un coffee shop.

Io lavoravo su due turni. La mia sveglia era alle 5:30, con il sole splendente (una bella differenza dalle mattinate di freddo, umidità e nebbia della pianura padana!), inizio alle 6:30. La maggior parte di backpacker non ha la macchina per recarsi al lavoro e il parcheggio è comunque un problema nella city quindi ci si affida ai mezzi pubblici. L’accoglienza del boss è sempre stata per me come una spinta per affrontare la giornata con energia, si fa due chiacchiere mentre si portano fuori i tavolini e la macchina del caffè si scalda. Si prepara l’impasto per i muffins e qualche sandwich e panino per il pranzo.

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Tra un cliente e l’altro un caffè offerto dalla casa e qualcosa da mangiare ci scappano sempre….si lavora duro, fa caldo e un buon cappuccino di soia fatto ad arte è la cosa migliore che si possa avere a metà mattina. Tenete a mente che i primi giorni o settimane sono per imparare e la fiducia del boss la si guadagna dimostrando di essere in gamba e lavorando sodo.

L’orario del tempo libero varia a seconda dei turni di lavoro. Si va in riva al fiume per una passeggiata, in spiaggia, al cinema, una cena fuori, ma la cosa più comune è sicuramente andare fuori per una birra con gli amici o colleghi. Andare in spiaggia è parte della routine settimanale direi, specialmente per chi ci vive vicino. Il clima rende tutto più facile in particolare la sveglia presto, e trovare la motivazione per fare un po’ di attività fisica.

Il fine settimana è solitamente dedicato al mare e alla famiglia. Avere un bbq nel parco accompagnato da birra circondati dalle persone care è forse l’attività preferita dagli australiani e in fin dei conti anche noi backpacker non ci tiriamo indietro.


Giornata tipo lavorando in farm.

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Scrissi un post riguardo la mia esperienza in farm quindi non mi dilungherò molto. Vorrei solo che teneste a mente che la vita di farm è dura. Non so se avete mai raccolto frutta in estate durante le vacanza scolastiche estive, beh io l’ho fatto per alcuni anni raccogliendo pere (molto comune dove vivo) e vi assicuro che la difficoltà è molto maggiore qui in Australia.

Qui mi sono occupata di raccolta pomodori e la prima settimana è stata distruttiva. Bisogna abituarsi alla sveglia presto per minimo 6 giorni a settimana, spesso 7 per fare una colazione ABBONDANTE e se non siete soliti fare colazione la mattina vi consiglio di abituarvici in fretta se non volete collassare in mezzo ai campi sulle piante di pomodori! L’inizio del lavoro cambiava ogni settimana, più l’estate si avvicinava e prima ci si svegliava.

Nelle ultime settimane l’allarme del telefono suonava alle 3:50 di mattina: si fa colazione, si prepara la borsa con il pranzo, ci si mette la crema protettiva per il sole e indossate le scarpe si parte per essere al lavoro con circa 10 minuti di anticipo (da buona italiana a me piace essere al lavoro prima piuttosto che rischiare di arrivare tardi) e avendo la macchina sono sempre stata indipendente, inoltre mi permetteva di dare passaggio a chi lavorava con me così da dividere la benzina.farm

Inizio ore 5:00

Io facevo minimo 9 ore al giorno, molto spesso 11/12 e un paio di volte 14. Mezzora di pausa pranzo e due soste di 15 minuti una a metà mattina e una a metà pomeriggio.

Come già detto questo tipo di lavoro mi ha messo pesantemente alla prova, andavo a letto alle 8:30 di sera per dormire almeno 7/8 ore ed avere quell’energia che il sole e la fatica richiedono costantemente durante il giorno.
Convivevo con altre 10 persone, ragazzi e ragazze da un po’ tutto il mondo e per sopravvivere senza avere un esaurimento nervoso serve tanta pazienza.

Scordatevi di pretendere che tutti tengano pulita la casa, che tutti lavino i propri piatti sporchi, che ci sia sempre silenzio quando andate a letto o peggio ancora quando arriva quella mattina dove potete dormire fino tardi (c’è sempre qualcuno che rompe le p… alle 6!).

Bisogna fare i turni per: cucinare, fare la doccia, lavare la biancheria, bollire l’acqua per il caffè…praticamente è un buon allenamento per chi ha problemi comportamentali e facili attacchi di rabbia omicida 🙂

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Non posso proprio descrivere una giornata tipo di quando si viaggia perché ogni ora sarebbe differente. A proposito di viaggiare spero tutti sappiate che sto finendo di progettare le ultime cose per il mio road trip in solitaria intorno metà Australia.

Partirò con la mia fidata macchina da Brisbane fra qualche giorno e raggiungerò diverse destinazioni ritornando poi a Brisbane quando il mio visto sarà prossimo alla scadenza ovvero Novembre. Sydney, Melbourne, Great Ocean Road, Adelaide, Uluru, Alice Springs, Darwin, Cairns sono solo alcune delle tappe che farò per cui attaccatevi allo schermo di qualsiasi dispositivo tecnologico che avete e rimanete aggiornati sui miei spostamenti qui sul mio blog Intorno Sottosopra, Facebook, Instagram, Twitter e Youtube (canale Intorno Sottosopra).

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Un abbraccio a tutti i viaggiatori, a chi lo è già e a chi lo sta sognando.

Bye bye

Costo benzina: confronto Italia VS Australia

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Bene italiani, il prezzo della benzina è finalmente calato, siete contenti?

Forse non proprio visto che pagate comunque il prezzo più alto d’Europa e il doppio rispetto a noi qui in Australia.

Da brava donna curiosa ho fatto un po’ di ricerca per capire come il prezzo della benzina viene stabilito così da confrontare la situazione nei due paesi.

Ecco cosa ho trovato (per semplificare userò solamente €):

  • PREZZO MEDIO DI 1 L DI BENZINA VERDE:
    ITALIA……………..€ 1,55
    AUSTRALIA……..€ 0,82
  • DA COSA E’ FORMATA QUESTA CIFRA:
    ITALIA
    costo carburante e guadagno gestore pompa…… 28/30%

    accise  50/52% + iva  22% = tot. tasse………………….. 70/72%

    AUSTRALIA
    costo carburante e guadagno gestore pompa…. 60%

    tasse……………………………………………………….. 40%


 

Ho inoltre trovato tutte le voci che specificano i costi delle ACCISE che si pagano in Italia…tanto per capire meglio cosa c’è dietro!

fonte: http://www.leggioggi.it

  • 0,000981 euro: finanziamento della guerra d’Etiopia del 1935-1936;
  • 0,00723 euro: finanziamento della crisi di Suez del 1956;
  • 0,00516 euro: ricostruzione post disastro del Vajont del 1963;
  • 0,00516 euro: ricostruzione post alluvione di Firenze del 1966;
  • 0,00516 euro: ricostruzione post terremoto del Belice del 1968;
  • 0,0511 euro: ricostruzione post terremoto del Friuli del 1976;
  • 0,0387 euro: ricostruzione post terremoto dell’Irpinia del 1980;
  • 0,106 euro: finanziamento della guerra del Libano del 1983;
  • 0,0114 euro: finanziamento della missione in Bosnia del 1996;
  • 0,02 euro: rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004;
  • 0,005 euro: acquisto di autobus ecologici nel 2005;
  • 0,0051 euro: terremoto dell’Aquila del 2009;
  • da 0,0071 a 0,0055 euro: finanziamento alla cultura (ma molti parlarono di “cinema di quarta categoria…”) nel 2011;
  • 0,04 euro: arrivo di immigrati dopo la crisi libica del 2011;
  • 0,0089 euro: alluvione in Liguria e Toscana nel novembre 2011;
  • 0,082 euro (0,113 sul diesel): decreto “Salva Italia” nel dicembre 2011;
  • 0,02 euro: terremoti dell’Emilia del 2012;

Cosa ne pensate? Io lo trovo piuttosto assurdo ma a voi i commenti!

 

Caro Babbo Natale Claus…

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Caro Babbo Natale Claus,

mi chiedevo se la notte di Natale passerai anche qui in Australia, con la tua bella slitta luccicante magari trainata da canguri invece che da renne….povere bestie lasciale a casa, qui fa caldo e scommetto che sarebbero ben contente di cedere il posto agli amici marsupiali, in più avresti il vantaggio di ottenere un po’ di extra spazio per i regali, il marsupio torna sempre utile!

Voglio scriverti una lettera, ma voglio che sia una lettera di Grazie invece che di Vorrei.

Ecco la mia lista che dovrai solo disturbarti di leggere:

  1. Grazie per avermi fatta nascere in una parte del mondo nella quale le difficoltà della vita non sono il racimolare del cibo da mettere sotto i denti o trovare un riparo per la notte.
  2. Grazie per avermi dato un’ottima salute e un corpo senza grossi problemi o difetti che mi sostiene e porta ovunque io voglia.
  3. Grazie per avermi donato un carattere gentile, una personalità curiosa e quasi nessuna paura.
  4. Grazie per avermi fatta circondare da persone magnifiche, soprattutto la mia famiglia che nonostante abbia problemi come tutte le famiglie del mondo mi ha insegnato i valori della vita, le cose davvero importanti nell’esistenza di un essere umano e più di ogni altra cosa il rispetto…sempre e comunque.
  5. Grazie per avermi messo i bastoni fra le ruote Babbo Natale Claus! Ti ho detestato alle volte ma poi ho capito la lezione dietro ogni difficoltà che ho incontrato. Quindi grazie per le difficoltà.
  6. Grazie per avermi dato la forza di realizzare alcuni dei miei sogni nel cassetto…che poi a dire la verità ho un armadio pieno pronto ad esplodere, ma intanto qualcosa l’ho fatto.
  7. Grazie per avermi dato la possibilità di aiutare altre persone rendendole un po’ meno tristi, o scuotendole e rimettendole sul loro sentiero.
  8. Grazie per avermi fatto amare incondizionatamente.
  9. Grazie per rendermi una persona migliore ogni giorno che passa tramite momenti immensamente felici e altri un po’ meno…ma tanto la vita è così giusto? Si sale e poi si scende…ma dentro di noi lo sappiamo che un giorno si risalirà nuovamente.