SOLO WOMAN ROAD TRIP: West MacDonnell Ranges – Northern Territory

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Come saprà chi mi segue anche su Facebook, mi trovo ancora ad Alice Springs. Qualche giorno fa mi è stata rubata la borsa, che fortunatamente è stata ritrovata il giorno dopo da un’anima pia che l’ha portata alla centrale di polizia qui in città. Dovendo quindi aspettare che la banca mi spedisse una nuova carta di debito, ho colto l’occasione per spendere qualche giorno in un’altra meta turistica importante qui nello stato del Northern Territory: il West MacDonnell Ranges o per usare il nome aborigeno originale Tjoritja.

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Si tratta di una spettacolare zona che si estende per 160 chilometri ad ovest di Alice Springs e che è testimonianza della potenza della natura che in tempi antichi ha plasmato questi panorami di montagne, colline, rocce, fiumi, valli e gole.

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Raggiungere ogni punto da visitare è relativamente semplice grazie ad un’unica strada, Larapinta Drive che poi diventa Namatjira Drive, asfaltata ed in perfette condizioni che dalla città porta fino alla fine dei Macs, come gli affezionati australiani chiamano il West MacDonnell Ranges.

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Larapinta Trail

Alcuni punti sono raggiungibili da strade secondarie asfaltate anch’esse in ottime condizioni, ma altri possono essere problematici per chi come me guida una semplice auto e non una Jeep (come il 90% dei turisti che si incrociano sul percorso!). Un esempio è la strada per arrivare a Redbank Gorge che non è asfaltata e quando si guida a volte si prega che alla fine l’auto sia ancora tutto un pezzo mentre si controllano ossessivamente gli specchietti laterali…

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Ho dovuto rinunciare ad andare a Serpentine Gorge poiché dopo la svolta su una di queste strade malridotte i rumori provenienti dalla guida non promettevano nulla di buono e dopo un minuto ho fatto marcia indietro.

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Mount Sonder

Il West MacDonnell Ranges è noto soprattutto per il famoso percorso pedonale chiamato Larapinta Trail, uno dei più famosi al mondo e meglio mantenuti: numerose persone affrontano questa lunga camminata di 223 chilometri suddivisa in 12 sessioni che parte con la prima sessione da Alice Springs e prosegue verso ovest attraversando l’intero parco nazionale e concludendosi a Redbank Gorge con la sessione 12, l’arrampicata su Mount Sonder ad un’altitudine di 1379 metri e l’unica che io ho completato, nonostante l’idea di completare l’intero Larapinta Trail ma che ai miei occhi sembra ancora troppo difficile per le mie capacità fisiche. Purtroppo a volte bisogna ammettere i propri limiti e pensare di dover camminare 223 km con uno zaino di almeno 15 km sulle spalle e dover inoltre affrontare ripide salite con quel peso, mi ha fatto desistere dall’idea.

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Questo il link al sito web del Larapinta Trail: se siete in Australia e siete piuttosto “fit”, ovvero atletici vi consiglio di imbarcarvi in questa avventura, non ve ne pentirete!

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Uno dei numerosi Ghostgum

Spendo tre giorni pieni nei “Macs”, guidando dal punto più vicino ad Alice Springs chiamato Simpsons Gap, spostandomi lo stesso giorno in un luogo a mio parere molto più bello: Stanley Chasm. Stanley Chasm è noto per la stretta gola racchiusa tra due alte pareti rocciose dal colore rosso intenso e dalla presenza degli oramai ricorrenti Ghost Gums, una specie di albero di eucalipto dalla corteccia bianca e foglie verde acceso, colori che contrastano profondamente tra loro e creano un meraviglioso panorama.

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Stanley Chasm

Il secondo giorno mi reco ad Ellery Creek Big Hole dove si trova uno dei pochi laghi permanenti (con acqua) nell’Outback e nel quale è possibile fare il bagno. La temperatura dell’acqua anche in estate è gelida ma nonostante questo e nonostante qui sia ancora inverno, un paio di persone hanno avuto il coraggio di farsi una nuotata….non sono sicura di averli invidiati.

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Ellery Creek Big Hole

Continuando la guida sulla Namatjira Drive verso ovest raggiungo uno dei luoghi che ho preferito qui nei MacDonnell Ranges. Mi riferisco a Ochre Pits, il sito nel quale la popolazione aborigena locale degli Arrernte per migliaia di anni si è recata, e ancora si reca, per procurarsi pezzi di roccia dai quali vengono creati i colori usati nelle cerimonie sacre.

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Ochre Pits

E’ infatti vietato prelevare roccia da queste pareti, i suoi colori sono superbi  e si è tentati dal raccoglierne un frammento e tenerlo come ricordo. Il colore che da nome al sito è appunto l’ocra, ed insieme a rosso, marrone, crema, bianco e nero, viene creata un’onda che corre sul lato di queste pareti alte 10 metri.

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Uno strano arcobaleno, se così vogliamo chiamarlo, che fa di questo luogo uno dei più spettacolari del parco nazionale e che raccomando a tutti di visitare.

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Forse il luogo più bello dei Macs è Ormiston Gorge, pochi chilometri dopo Ochre Pits. L’accesso è una perfettamente mantenuta strada asfaltata che porta fino al parcheggio vicino al quale sorge anche una piccola zona per campeggiare al costo di 10$ a notte e che offre bagni con doccia calda e un chiosco che serve cibo e bevande 7 giorni su 7.

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Ormiston Gorge

E’ proprio qui che trascorro una notte, ma solo dopo aver completato una delle due passeggiate disponibili nel sito chiamata Ghostgum walk. E’ una semplice percorso di un’ora che porta in cima ad una collina dove è presente una piattaforma dalla quale si ammira la gola di Ormiston Gorge in tutta la sua grandezza e maestosità.

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Da qui si scende lungo il lato sinistro della collina, si raggiunge il laghetto alla base della gola e si ritorna al parcheggio. Affronto la seconda passeggiata chiamata Pound Walk la mattina seguente poco dopo l’alba, quando ancora la temperatura è piacevolmente fresca e la luce decisamente interessante per scattare foto.

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Questo percorso richiede dalle 3 alle 4 ore ed è meglio fatto in senso antiorario, così da godere dello spettacolo mentre dalle valli circostanti si entra nella gola dove sorge Ormiston Gorge.

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La prima parte della camminata l’ho trovata noiosa, poco interessante, ma ho decisamente rivalutato la mia idea una volta passate le prime colline e continuato a camminare attraverso il letto di un fiume secco e raggiunto l’ingresso del Gorge.

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Nel pomeriggio mi sposto a Glen Helen Gorge, un’altra gola dove è presente un lago piuttosto esteso e dove è possibile fare il bagno. Purtroppo non rimango piacevolmente impressa e dopo appena 15 minuti mi ridirigo alla mia auto e lascio Glen Helen un tantino delusa dal panorama che assomiglia vagamente ad un grande stagno della bassa modenese, motivo per il quale fuggo velocemente da qui rincorsa da pensieri del mio prossimo ritorno in patria….fin troppo vicino.

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Redbank Gorge

Arrivo nel tardo pomeriggio alla mia ultima meta: Redbank Gorge. Come già accennato all’inizio del post, raggiungere questa località è tutt’altro che una passeggiata! Nonostante la mia velocità di 10 km orari sono costantemente attenta nel controllare gli specchietti sperando di non vedere niente sulla strada che possa appartenere alla mia povera auto.

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Una volta questa roccia era il fondo di un oceano

Dopo pochi chilometri che sembrano infiniti raggiungo la cima della collina dove sorge il campeggio nel quale trascorrerò la notte. Dopo aver fatto due chiacchiere con alcune persone sulle condizioni del tracciato, decido di completare la sessione 12 del Larapinta Trail, 15.8 chilometri suddivisi in 8 km andata e 8 km ritorno e che portano alla sommità di Mount Sonder dalla quale è possibile godere di una vista a 360 gradi sul paesaggio circostante.

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Alba su Mount Sonder

Decido inoltre di assistere all’alba da questo punto panoramico, il che significa che la camminata va completata di notte. Non avendo mai fatto una cosa del genere ho cercato di capire da chi aveva già completato la camminata se il sentiero sarebbe stato facile da seguire, se fosse ben segnalato, cosa che mi è stata assicurata anche da un paio di guide con le quali ho parlato il giorno precedente.

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Decisione presa, sveglia alle 2:10 di mattina, abbondante colazione, zaino pronto in spalla e torcia in mano…si parte!

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Il percorso richiede circa 6 ore per essere completato, 3 andata e 3 ritorno ma è stimato su ritmi di camminata lenti; sorprendentemente dopo 2 ore e 15 minuti arrivo in cima, non credevo ce l’avrei fatta in così breve tempo….forse devo accrescere la mia autostima, non sono proprio così non-in forma!

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La notte è fresca, una leggera brezza muove i cespugli circostanti, il cielo è pieno di stelle brillanti e che sembrano estremamente vicine a me, posso facilmente riconoscere la Via Lattea in questa scura immensità mentre mi faccio strada con la mia piccola torcia stando attenta ad ogni passo che faccio. Intorno a me non ci sono molti suoni, solo il vento, qualche grillo, i miei passi che avanzano sulle rocce e il mio respiro che alle volte si fa più veloce affaticato dai tratti più impegnativi della salita.

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E’ con una certa fierezza che alle ore 5:40 di mattina arrivo in cima a Mount Sonder, avendo battuto i miei stessi pregiudizi sulle mie capacità: il sole sorgerà in circa un’ora e mezza e nel frattempo dopo essermi riparata dal vento dietro uno dei sporadici cespugli che trovo vicino e dopo aver divorato il panino preparato poco prima, aspetto tranquillamente il sorgere del sole previsto per le 7:05.

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Dopo poco arriva un gruppo di turisti accompagnato da due guide e mi accorgo che è lo stesso gruppo che è partito con me ma che mi ha lasciata passare avanti all’inizio del percorso. Aspettiamo insieme l’alba, chiacchierando tra di noi e mangiando qualche biscotto (che non guasta mai!).

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Ecco, l’orizzonte si fa rosso, poi arancio, giallo ed improvvisamente ecco il semicerchio del sole che fa capolino da dietro i monti, velocemente sale e comincia ad illuminare tutto intorno a noi. Finalmente riesco a vedere il paesaggio intorno a me in questa calda luce mattutina che tinge ogni cosa con una sfumatura arancio-gialla e tutti noi accogliamo il sorgere del sole con applausi e risate…

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Sono questi i momenti che mi fanno rendere conto della fortuna che ho ad essere viva, in salute e capace di riconoscere ed apprezzare la semplicità del presente, del momento che si vive una volta sola e che non ritornerà mai più.

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Il sole è oramai alto in cielo e l’aria è molto più mite, mi incammino così per tornare alla mia auto e completare la visita al West MacDonnell Ranges come sempre piena di emozioni e sensazioni a volte difficili da esprimere.

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Solo una parola….GRAZIE

2 thoughts on “SOLO WOMAN ROAD TRIP: West MacDonnell Ranges – Northern Territory

  1. Claudia ha detto:

    Davvero una bellissima esperienza

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