Ritorno

mi prendo e mi porto via. Foto di me in una valigia

Sono passati quasi due anni dall’ultima volta che ho scritto.
Due anni che da una parte sembrano volati, mentre dall’altra il tempo sembra essersi fermato.

Non so se la mia mancanza di scrivere dipenda dal fatto che farlo mi causa dolore perché riporta a galla tutta una serie di emozioni che appartengono ad un periodo speciale, il più importante e ricco della mia vita.

Scrivere è come una terapia, lo era durante i miei viaggi perché volevo trasferire in qualche modo ciò che stavo provando in prima persona a coloro che per svariati motivi non potevano intraprendere un’esperienza del genere…o non volevano.

La paura: è forte, è il sentimento che ci fa vivere la vita che non vogliamo, che ci fa rimanere nel punto dove siamo. Ci blocca.

La maggioranza delle persone ha paura di viaggiare da sola, ha paura in generale. Ha paura dell’ignoto, di come sarà essere in un luogo dove non si parla la tua lingua, o le norme igieniche sono diverse da quelle del proprio paese, paura di dovere mangiare cibo che non si conosce, paura degli estranei, paura di rimanere soli.

Non so come mai ma forse dentro di me queste paure non hanno mai attecchito perché la curiosità è sempre stata più forte.

Viaggiare da soli richiede coraggio….così mi è stato detto innumerevoli volte. Ma io questo coraggio non l’ho mai sentito. Non è stato coraggioso per me acquistare un biglietto sola andata per un paese che non conoscevo distante 16000 chilometri da casa. Non è stato coraggioso viaggiare da sola giorno e notte, dormire in luoghi che parevano abbandonati da dio, in auto, senza telefono e senza armi di difesa.

Non ho mai avvertito la sensazione di essere coraggiosa: era piuttosto una sensazione di sfida con me stessa, di curiosità nei confronti di paesi che non conoscevo e culture a me estranee. Una curiosità che ho sempre avuto sin da bambina..quella necessità di metterci il naso! Le cose, le situazioni, le persone, i profumi, i colori…io devo fare tutto personalmente. Non mi è mai bastato leggere un libro o sentirne parlare….ahimè ho una pessima memoria per le parole….ma mi sono accorta di averla ottima per le emozioni e tutto ciò che posso avvertire con i miei 5 sensi.

Si sono creati infiniti ricordi di quei due anni passati in Australia, così come dei quasi due anni trascorsi a Londra…in questo caso sì che la memoria funziona!

I ricordi di cose vissute di persona non si dimenticano, se queste hanno cambiato la tua vita ma soprattutto se sei cambiato dentro.

E io sono cambiata.

Me ne sono accorta l’istante che ho messo piede sull’asfalto dell’aeroporto di Bologna al mio ritorno.

L’istante in cui ho respirato di nuovo l’aria emiliana di casa.

L’istante in cui ho riabbracciato mia sorella e mia madre che non vedevo da due anni, io con qualche chilo in meno e capello bianco in più e loro con un affetto che prima si faticava a dimostrare.

L’istante in cui ho ripreso a guidare nel “verso giusto”, sul lato sinistro, dopo due anni trascorsi a fare le rotonde al contrario e cambiare marcia con la mano sinistra.

L’istante in cui ho riabbracciato Gaia e Gabriele, conosciuti in farm in Australia e ritrovati ad Arezzo …e capire che solo loro capivano…

Da troppo tempo sono a digiuno di terre nuove, odori nuovi e volti nuovi…forse è ora di riprendere fuori dal cassetto il passaporto e farci mettere qualche timbro in più!

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