Intervista a Duilio, immigrato dall’Italia all’Australia ben 50 anni fa.

Oggi voglio pubblicare un’ intervista, (la prima sul mio blog a dire la verità! ) fatta ad una persona speciale.

Ho conosciuto Duilio tramite un amico in comune che oltretutto voglio ringraziare immensamente per l’aiuto e l’amicizia che mi è stata data.

Quando io e Duilio siamo stati introdotti ho capito che questa sarebbe stata una visione incredibilmente interessante da pubblicare sul Intorno Sottosopra: una visione della vita, della speranza, dei sacrifici, delle difficoltà sempre positiva!

Trasferitosi in Australia nel 1964 da Macerata, sono ben cinquant’anni che Duilio abita in Australia….un’ Australia che ora è completamente diversa, un’ Australia che all’arrivo di Duilio era una terra ancora aspra, a volte piuttosto selvaggia e pericolosa, un’Australia che però offrì facilmente un futuro a chi come lui seppe lavorare davvero duro e risparmiare e dimostrare il proprio valore.

Ecco la sua storia…

Beh, innanzitutto presentati un po’.

Mi chiamo Duilio, ho 69 anni e vivo in un sobborgo di Brisbane nello stato Australiano del Queensland, a circa 8 km dal centro della città.
Ancora lavoro. Si!
Il mio mestiere principale è quello di meccanico per veicoli come camion (o tir come li chiamano ora in Italiano), gru, muletti, sono specializzato in oleodinamica.

l mio passatempo è fare l’ annunciatore radio e fonico! Svolgo infatti volontariato in una radio qui a Brisbane chiamata 4 EB FM 98.1. I programmi della radio sono in ben 50 LINGUE DIVERSE e si va in onda 24 ore al giorno, 7 giorni su 7! Io ed il mio gruppo curiamo 8 ore in diversi orari durante la settimana con tanta  musica (italiana!) presentatori di tutte le età

Duilio durante il suo lavoro in radio

Duilio durante il suo lavoro in radio


Quando ti sei trasferito in Australia?

Sono arrivato in Australia il 21 Gennaio 1964,  dopo essere partito da Macerata e aver fatto un mese di navigazione, avevo 19 anni.


Cosa ti ha portato a questa decisione di spostarsi in una terra allora ancora sconosciuta e desolata?

L’idea di avventura, volevo imparare la lingua inglese per poi andare in Canada….progetto che  poi non si è mai avverato!

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Hai avuto necessità di un visto?

A quei tempi per espatriare in Australia era necessario Passaporto e Visto ritirato all’ambasciata di Roma (dopo aver presentato la richiesta fatta da mio fratello)….i tempi erano lunghissimi, non esisteva internet come ora e la burocrazia si muoveva a rallentatore.

L’immigrazione era aperta “a domanda” oppure “a richiesta”.
Ciò significa che potevi fare domanda alle autorità italiane  per emigrare in Australia oppure veniva fatta la richiesta da un parente, un datore di lavoro o da chiunque si prendesse la responsabilità di alloggiarti che però si trovava già in Australia a vivere. Io fui fortunato, avevo un fratello che abitava qui già da sette anni.

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Com’è stato il viaggio?

Il viaggio in nave è stato una delle esperienze più belle della mia vita! Partito da Napoli e arrivato a Brisbane….trentun giorni sui quali potrei scrivere un libro!
Il prezzo del biglietto fu di mezzo milione di lire…immaginatevi il confronto con quanto sarebbe costato ai giorni nostri!


Che cosa ti è rimasto impresso nella mente quando sei approdato per la prima volta nel continente australiano? Un’immagine che è ancora indelebile…

Il grande spazio ed il caldo!

Partii dall’Italia che era pieno inverno…c’ erano due metri di neve a Macerata e arrivammo qui che era piena estate…un caldo incredibile!

Inoltre qui non si sapeva cosa fosse il caffè o addirittura il vino, figuratevi cosa fu questo per un italiano, completa sorpresa!


Vinili

Vinili

Sala tecnica di produzione

Sala tecnica di produzione


Qualche curiosità sulla vita in Australia di allora?

Quando lavoravo come assistente meccanico ogni impiegato aveva una zona da coprire e la mia comprendeva un’area vicina all’ Outback, una zona molto remota del paese; le strade ed i trasporti non erano efficienti come adesso, lo stesso valeva per la sicurezza!
Prima di partire per ogni viaggio in zone così isolate, ci si doveva recare alla stazione di polizia e lasciar detto dove si sarebbe andati, che strada si sarebbe percorso e il tempo che ci si avrebbe impiegato.
Appena arrivati a destinazione ci si doveva recare nuovamente alla stazione di polizia locale e lasciar detto che effettivamente si era arrivati! Altrochè google maps!
Se non si era dalla polizia entro un certo limite di tempo (diverso da quello comunicato) partivano le comunicazioni radio per far arrivare i soccorsi…

Ricordo inoltre che a Brisbane il camion dei vigili del fuoco e i treni (a vapore!) usavano una campana per comunicare che stavano arrivando.

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Quale fu il tuo primo impiego?

Il muratore (mai fatto prima!)


Come consideri l’inizio della tua nuova vita in Australia, fu difficile integrarsi con le persone? Trovare lavoro? Casa? Denaro?

No, per me fu piuttosto facile; devo dire che l’aiuto che ho ricevuto da tutti fu davvero eccezionale e poi non ho mai avuto paura di affrontare qualsiasi avversità. Si lavorava davvero duro e si riusciva a risparmiare bene. Ricordo che andavo a fare spesa con le banconote e tornavo a casa sempre con spiccioli nelle tasche…spicciolo su spicciolo alla fine ti rendevi conto che anche le monetine avevano il loro bel valore!

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Quale fu il momento più difficile?

Nonostante tutto non credo di poter dire che ho avuto momenti davvero difficili. La lingua fu un grande ostacolo ma ho sempre voluto frequentare solo australiani così che l’avrei imparata più velocemente ed è un consiglio che do a tutti questo!
Io feci delle lezioni “per corrispondenza”, con le quali ti venivano spediti i libri ed i compiti da fare e una volta svolti, dovevi rispedirli indietro per essere corretti! Internet……

La mia filosofia? Quando sei in ballo devi ballare! 

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Ora che sei cittadino australiano da tanto tempo, la tua origine italiana è solo un ricordo? Ti manca l’Italia?

L’Italia non mi manca ma rispetto comunque le mie origini e ne sono orgoglioso. Mi manca il territorio ma non l’Italia di oggi! Per me prima viene l’Australia poiché è la mia casa da sempre, la terra che mi ha dato il futuro e la vita felice che ho.


Cosa pensi della difficoltà al giorno d’oggi nel rimanere in questo paese per noi immigrati? Sei daccordo con le leggi sull’immigrazione molto chiuse e conservative che permettono solo a pochi di rimanere per sempre? 

Oggi giorno rimanere è diventato molto molto più difficile.

Purtroppo le leggi che ci sono ora sono dure e lo riconosco ma sono il frutto dei problemi causati in passato dagli immigranti…italiani comrpesi. Abbiamo lasciato la nostra casa, la nostra terra e le nostre famiglie per rifarci una vita, ma tanti non accettano il fatto di doversi adattare alle regole del nuovo paese causando così disagi e fratture fra le varie etnie. Ambientarsi e rispettare usi e costumi di un paese che ti ospita credo siano le due regole principali per avere una vita comunitaria serena.

Come diciamo noi in Italia: “Paese che vai, usanza che trovi”.

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Te la senti di dare qualche consiglio ai tantissimi giovani italiani che arrivano qui nella speranza di cambiare in meglio la propria vita?

Cosigli….beh, sicuramente suggerirei a chi ha in mente di trasferirsi qui in Australia di smettere di andare nelle grandi città! Le classiche Sydney, Melbourne, Brisbane, Perth, Darwin….sono sature di persone, lavoratori, c’è concorrenza e i prezzi sono più alti. Meglio puntare su piccoli paesini magari appena fuori da queste grandi città e provare a costruirsi qualcosa lì. Come già detto prima, bisogna capire che ci si deve adattare: al giorno d’oggi i giovani hanno tutti la pappa pronta….vogliono anche partire con già il lavoro e la casa che li aspetta.

Bisogna affrontare le avversità positivamente non negativamente, sempre! 

Link Radio 4EB FM Brisbane

Ringraziando di nuovo Duilio, vi auguro una buona giornata!

PENSATE POSITIVO, PERCHE’ SIETE VIVI, SIETE VIVI!
(mitico Jovanotti!)

Trasferirsi a Londra: consiglio n. 3 – RICERCA LAVORO

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Questo argomento credo sia per tutti coloro che pianificano di trasferirsi qui a Londra, un punto cruciale, quello che spaventa di più e che rende le idee incerte e confuse.

Devo cercare lavoro dall’Italia?
Devo affidarmi ad un’ agenzia?
Devo tradurre il mio cv in inglese ma come?
Devo sapere bene l’inglese per ottenere un impiego?
Potro’ mantenermi in una città costosa come Londra?
E tante altre domande che anche io mi sono fatta…..
Nel precedente post mi sono soffermata sulla ricerca dell’appartamento tramite l’agenzia per cui il mio personale punto di vista dovrebbe essere chiaro. Non affidatevi ad un’agenzia.
Per quanto riguarda la ricerca di lavoro dall’Italia ancora una volta sono in disaccordo: io personalmente non ho nessuna laurea quindi sapevo già che sarei arrivata e avrei trovato quello che mi sarebbe capitato. Se volete intraprendere una carriera ed utilizzare il vostro titolo di studio beh….è un altro discorso. Potete cercare gli annunci di lavoro tramite siti di reclutamento così da ottenere un colloquio ma credetemi….è davvero difficile fissare un appuntamento a Londra se non siete già qui. Avete bisogno di conoscere un attimo come la città è strutturata e le tempistiche per raggiungere i vari luoghi degli appuntamenti, in più se non sapete ancora dove sarete ad alloggiare il tutto diventa molto complicato.
Da quanto ho potuto vedere in questo anno trovare lavoro non è complicato se ci si accontenta.
Io non ero quasi capace di parlare una parola d’inglese, figuriamoci mettere insieme una frase più lunga di 3 parole….! Ma nonostante questo ho trovato lavoro in una gelateria la seconda settimana che ero qui a Bayswater di fronte ad Hyde Park (il parco più grande ed importante di Londra) che tanto per la cronaca è una delle zone più famose della città perché vicino a Notting Hill. Il capo mi ha dato fiducia e ha visto che probabilmente ero piuttosto in gamba nonostante non sapessi bene la lingua. Beh, dopo circa 5 giorni avevo le chiavi del negozio e lo gestivo da sola ogni giorno per qualche ora. Il secondo giorno mi ha fatto fare il training ad una nuova ragazza il che significa che le ho dovuto insegnare il mestiere. La stessa cosa mi è successa con il mio secondo lavoro, quello che ho tuttora. Ciò che voglio dire è che credo dipenda dalle persone….SE VALI QUI HAI LA POSSIBILITA’ DI FARE E DIMOSTRARE QUANTO VALI.

Ecco come funziona la ricerca del lavoro:

  • Prepari il tuo cv di UNA PAGINA! Se hai tante cose che vorresti inserire ti avverto già che qui non sono importanti per il 95% dei datori di lavoro. Questo è un MERCATO VELOCE, CON TANTISSIMA RICHIESTA, non hanno tempo di leggere se hai fatto un corso di decoro ad uncinetto o se vuoi diventare un insegnante di yoga se stai facendo domanda di lavoro a ristoranti! Quindi ELIMINA TUTTO IL SUPERFLUO e soprattutto ADATTA IL TUO CV in base a dove stai cercando lavoro. Non diventare matto a riscrivere 1000 cv, semplificane uno che possa andare bene per la maggioranza. Nell’elenco dei lavori svolti TAGLIA la descrizione delle mansioni all’osso.  
  • IL TUO CV DEVE ESSERE UN ELENCO CHIARO E SINTETICO. Tutti i tuoi dettagli, e-mail, numero INGLESE e INDIRIZZO DI RESIDENZA INGLESE (se non ce l’hai metti quello dell’ostello!)– Elenco dei lavori svolti

– Titolo di studio
– Titoli/Master/corsi conseguiti
– Lingue
– Breve descrizione delle vostre abilità migliori

  • STAMPA IL CV in 50 copie. Puoi andare in biblioteca o recarti in una copisteria ( e per copisteria non intendo i negozi di cartoleria come Ryman, si fanno pagare per l’uso della tua USB nella loro stampante), NON USARE I NEGOZI OFF-LICENSE per stampare tante copie (questi tipi di negozi vendono un po’ di tutto: cibo, alcolici, giornali, ricaricabili per telefonini). 
  • COMINCIA A DISTRIBUIRE un po’ dappertutto. Ogni giorno recati in una zona della città ed entra a lasciare il tuo cv, non essere nervoso, o almeno non darlo a vedere. Entra, chiedi se cercano personale, in ogni caso chiedi di lasciare il cv, se parli con un manager dai una bella stretta di mano sicura e fai un grande sorriso!
  • CERCA FRA GLI ANNUNCI ON-LINE. Vi ho già parlato di http://www.gumtree.com, è un sito di annunci di tutti i tipi ed è il più famoso qui in Inghilterra. Nella sezione JOB ci sono decine e decine di offerte.
  • QUANDO VERRAI CONTATTATO/A ti verrà chiesto di presentarti per un colloquio di persona e per il TRAINING che sostanzialmente è una prova del lavoro che va dalle 2 alle 8 ore. Ti verrà quindi richiesto di lavorare come fossi già assunto e questo credo sia un grande punto di forza della mentalità inglese.
  • DOPO IL TRAINING vi diranno se fate al caso loro o meno. Se siete andati bene probabilmente comincerete il giorno dopo altrimenti tanti saluti e arrivederci. Veloce, sintetico. Così come se vai bene ti prendono immediatamente e ti danno responsabilità, se non vai bene chiudono la porta e ti dicono Goodbye! Lo stesso discorso se cominci il lavoro ma dopo un po’ dimostri di non fare più al caso loro ti lasciano a casa senza molti problemi. Questo è uno stimolo forte ad impegnarsi e non fare i furbi come spesso gli italiani si dimostrano!
    Così funziona qui.

Questo un po’ il riassunto sul tema LAVORO  a Londra. A questo punto non resta che augurarvi Buona Fortuna!

Trasferirsi a Londra: consiglio n. 1 – AGENZIA o FAI DA TE?

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Voglio iniziare una serie di post incentrati su consigli rivolti a chi pensa ad un trasferimento o a chi ha già acquistato il biglietto aereo per Londra.

Questo primo post riguarda la possibilità di avvalersi di un’agenzia in loco che provvederà a tutto al posto tuo oppure ricorrere al fai da te.

La mia risposta prima di tutto è FAI DA TE! Di seguito le motivazioni.
Prima di partire per Londra un anno fa, ho trascorso un mese a fare ricerche su internet cercando di trovare il modo migliore per affrontare questo passo: la mia esperienza di viaggiatrice era piuttosto povera, in più sarei partita da sola e senza conoscenze una volta arrivata, con pochi soldi e senza conoscere la lingua (questi argomenti verranno trattati in post successivi!)

Esistono agenzie o siti web che offrono i seguenti servizi a pagamento:

  • ricerca lavoro (iscrizione ai centri di reclutamento personale)
  • ricerca alloggio
  • traduzione cv
  • aiuto nell’apertura conto corrente
  • aiuto con le pratiche per ricevere il NIN (National Insurance Number, che sarebbe il nostro codice fiscale)
  • Iscrizione al GP (General Practice, l’equivalente della mutua italiana)
  • Iscrizione a corsi di lingua inglese

Questi servizi come già detto sono a pagamento offerti sotto forma di PACCHETTI che variano a seconda di ciò di cui avreste bisogno.

Bene, secondo la mia esperienza è meglio RISPARMIARE I SOLDI e usarli per qualcos’altro sicuramente più utile.

Non c’è bisogno di una laurea per fare tutte queste cose: certo sono tante soprattutto quando si sta per fare un “salto nel buio” ma parlando con tantissimi italiani che si sono avvalsi di questi pacchetti non ne ho mai sentito uno parlarne bene! Tutti mi hanno detto “Soldi sprecati”!

Voglio solo puntualizzare una cosa di questa città: vi accorgerete che il tempo qui sembra avere una lunghezza diversa….In Italia 15 minuti equivalgono ad un’ora a Londra. Questo per dire che la metropoli è molto dispersiva, non ci si accorge delle ore che passano velocissime e si rischia di impiegare ore o giorni per concludere qualcosa…..FIDATEVI, chiedete a chiunque e vi dirà lo stesso! 🙂

Quindi importante: quando arrivate rimanete focalizzati su ciò che dovete fare e non perdetevi troppo nelle bellezze di questa città….almeno per qualche ora!
Al prossimo post gente!

Liberi di lasciare commenti e chiedermi info!