Solo Woman Road Trip: Jervis Bay, NSW

Un saluto a tutti voi che state seguendo il mio viaggio australiano.

Devo scusarmi per la lunga assenza; sono state settimane impegnate e l’ispirazione alla scrittura è venuta a mancare per un po’.
Ora le cose si sono tranquillizzate e il momento giusto per aggiornare Intorno Sottosopra è finalmente qui!

Al momento mi trovo in un paesino ad est dello stato del Victoria nel quale mi sono fermata a lavorare in una farm per racimolare qualche soldo  e poter continuare il Solo Woman Road Trip. Ripartirò fra un paio di settimane con destinazione Melbourne, ma nel frattempo devo riacciuffare il tempo perduto ed aggiornarvi sugli eventi accaduti prima di arrivare qui in Victoria con questo nuovo post riguardante la magica Jervis Bay.

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L’ultima mattina a Kangaroo Valley la trascorro tra scatti fotografici, passeggiata lungo il fiume e un tea caldo in compagnia di altri campeggiatori cercando di godermi quel timido raggio di sole che prova ad infiltrarsi tra le nubi dopo una nottata umida e piovosa.

Mi dirigo nuovamente sulla costa in direzione di Jervis Bay, una delle perle della costa est dell’Australia, stando a quanto mi dicono i locali e che è rinomata per le raffinate spiagge considerate le più bianche del paese.

Arrivo in poco tempo a Vincentia passando da Nowra, l’ultima città nella quale potete trovare tutto ciò che vi occorre.

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Qui a Vincentia decido di fermarmi per alcuni giorni e ancora una volta servendomi dell’applicazione WikiCamps Australia trovo un luogo perfetto dove parcheggiare la mia Mitzy , ovvero l’abbreviazione australiana di Mitsubishi…beh si sa che a loro piace abbreviare le parole il più possibile e ogni giorno ne imparo una nuova!

Sono a Greenfield Beach, una piccola baia alla fine di una tranquilla via chiusa che diventa una meta trafficata durante il weekend grazie ad una meravigliosa spiaggietta bianca dalla quale si ammirano albe e tramonti incredibili, si fa snorkeling, passeggiate tra i boschi oppure ci si gode un pomeriggio in famiglia tra una grigliata e un tuffo nell’oceano, magari in compagnia dei delfini che regolarmente visitano queste acque.

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Delfini a Greenfield Beach

Nei dintorni sono presenti numerose spiagge che vi consiglio di visitare come quella in cui mi trovo Greenfield Beach, ma anche Blenheim Beach, Hyams Beach (la mia preferita in assoluto!) ma soprattutto non perdetevi la riserva aborigena Booderee National Park.

Hyams Beach

Hyams Beach

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Hyams Beach. I cani sono permessi su quasi ogni spiaggia australiana

Si tratta di una zona chiusa alla fine della piccola penisola di Jervis Bay nella quale è possibile entrare pagando al casello 11 dollari (circa 7,5 euro) per un pass che dura 48 ore ed è valido per un’auto, non importa quante persone siano all’interno della vettura. E’ inoltre permesso entrare ed uscire dal Booderee National Park quante volte si vuole durante queste 48 ore, ricordatevi di esporre la ricevuta del pagamento del casello sul cruscotto per evitare una multa.

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Una volta entrati potete decidere dove dirigervi servendovi della piccola mappa che vi verrà consegnata all’ingresso.

Sfortunatamente il clima durante i giorni nei quali sto viaggiando per la penisola non è dei migliori quindi la mia visita è limitata e non proprio goduta al massimo.

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Nonostante il tempo avverso, voglio comunque approfittare del fatto che probabilmente non avrò più  occasione di essere in zona durante il mio Road Trip australiano e quindi infischiandomi  della pioggia, del vento e del freddo comincio l’esplorazione del magnifico Boderee National Park con Cape St. George Lighthouse, nella parte est del parco nazionale. Qui si trova un faro storico molto ben conservato, una cornice di scogliere a capofitto sull’oceano Pacifico lo circonda e rende il paesaggio davvero unico; è un’emozione affacciarsi sul ciglio delle rocce e lasciare che il vento ti spinga indietro accompagnato dal cupo rumore dell’infrangersi delle onde sugli scogli sottostanti, sembra quasi di essere in un quadro del rinascimento.

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Più a nord è invece situata Murrays Beach, una piccola baia con spiaggia di seta e acqua verde-azzurra popolata da numerose creature della flora e fauna locale, difatti fare snorkeling in questo punto è piuttosto popolare tra i locali.

Poco distante si trova Hole in the wall (buco nel muro), una roccia sul mare che presenta un’insolita insenatura al centro, dal quale prende appunto il suo nome.

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Se volete un incontro ravvicinato con canguri, magari mentre vi godete il fuoco di un camino all’aperto potete andare a sud, arrivando a Cave Beach. Qui il parco è ricco di animali tra i quali appunto canguri, wallabi, kokatoo e coloratissimi pappagalli lorekee ma fatemi una cortesia: non provate a toccarli, dare loro da mangiare o correre per acciuffarli.

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Si tratta di animali che devono rimanere selvatici e gli umani che continuano nell’intento di trattarli come i propri animali domestici stanno rovinando lo spirito di questi luoghi.

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Grata a tutte le persone con le quali ho parlato e che mi hanno consigliato di fare tappa a Jervis Bay, lascio questa parte di costa australiana dopo circa dieci giorni trascorsi meravigliosamente: che colori magici ci sono qui, così vivi in ogni granello di sabbia, nelle acque di ogni baia, nel manto degli animali e nel cielo durante ogni alba e tramonto che non deludono mai.

Un ringraziamento speciale a chi una mattina mi ha lasciato un regalo stupendo sull’auto. Questa piccola cornice decorata con conchiglie e una scritta sul retro:”Life is beautiful”. Grazie chiunque tu sia, un gesto di una semplicità incredibile che però mi ha segnata e rimarrà con me per sempre.

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Con un sorriso di gratitudine alla vita e a questo paese magnifico, in barba al brutto tempo, mi rimetto sulla strada e continuo verso sud.

ON THE ROAD AGAIN

Solo Woman Road Trip: Kangaroo Valley, NSW

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Il clima comincia a cambiare, è autunno.

La pioggia comincia a cadere sempre più spesso man mano che mi sposto verso sud e la temperatura sta calando. Il fresco sta diventando freddo, e per chi crede che in Australia sia sempre estate beh, vi devo deludere perché non è così!

Visto il clima piuttosto deprimente decido di spostarmi da Kiama e continuare verso l’interno del New South Wales.

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Mi sono soffermata a parlare con un locale che mi ha suggerito di visitare un posto chiamato Kangaroo Valley, ed è proprio lì che mi sto dirigendo.

Come suggerisce il nome, Kangaroo Valley è una valle tra le colline verdi del New South Wales che dovrebbe essere famosa per la facilità nell’avvistamento di canguri…….non proprio! E’ invece nota come il luogo perfetto dove vedere numerosi Wombats in libertà nelle ore dopo il crepuscolo e prima dell’alba.

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Suona ironico…. dovrebbero chiamarla Wombat Valley 🙂

Il wombat è un piccolo mammifero marsupiale nativo dell’Australia. Ha una lunghezza di circa un metro ed è erbivoro; è prettamente notturno e vive in sistemi di tunnel sotterranei che scava con gli artigli e con i suoi denti da roditore.

CURIOSITA’ 1: la sacca marsupiale del wombat è al contrario! L’apertura si trova infatti verso il basso e la natura ha una ragione per questo: quando questo mammifero scava il proprio tunnel nel sottosuolo, la terra non entra nel marsupio rischiando così di creare problemi al piccolo feto. Immaginatevi i problemi logistici di un canguro con il marsupio al contrario!

CURIOSITA’ 2: questi erbivori hanno una digestione paurosamente lenta, si va dagli 8 ai 14 giorni di tempo!

CURIOSITA’ 3: spero non stiate mangiando mentre leggete questa curiosità 🙂 . Beh, dopo avervi preparato posso dirvi che le feci dei wombat sono squadrate e si trovano spesso su punti alti come ad esempio muretti, tronchi di alberi tagliati alla base, o qualsiasi altra cosa che sia più alta del suolo circostante. Vogliono che la loro “presenza” sia ben chiara e visibile ai passanti e la forma squadrata aiuta a non rotolare in tutte le direzioni!

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Numerose persone che trascorrono la notte in questo luogo dicono di venire svegliati dai simpatici e pelosi wombats che appunto utilizzano le auto e i camper parcheggiati come grattino personale! Si strofinano sui bordi e angoli dei mezzi e si grattano la pelliccia che raccoglie purtroppo parecchi ospiti, pulci probabilmente.

Finalmente arrivo e dopo aver allestito la mia auto con tanto di tenda per ripararmi dalla pioggia ed essere in grado di cucinare qualcosa, attendo il tramonto ansiosa di avvistare uno di questi curiosi marsupiali.

Il cielo comincia ad oscurarsi ma ecco che vedo non troppo lontano da me una cosa marrone che si muove lentamente sull’erba, afferro la macchina fotografica e comincio l’inseguimento!

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Più che inseguimento è una lenta camminata cercando di non spaventare il wombat che pacificamente sta brucando l’erba. Mi sorprende il fatto che nonostante io sia a circa due metri di distanza lui non sembra accorgersi della mia presenza. Solo se faccio qualche passo allora si ferma improvvisamente, alza la testa paffuta e smette di masticare…per poi ritornare dopo qualche secondo con il muso immerso nel verde della valle per continuare il suo pasto. Una signora incuriosita si avvicina e mi dice che la vista dei wombat è davvero poco sviluppata, questa la ragione per la quale non scappa da me…speravo fosse perché gli piacevo!

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Rimango lungo tempo seduta silenziosamente su di una roccia poco distante, il wombat che bruca vicinissimo alle mie gambe che sporgono e toccano il terreno. Mi limito ad osservare la pace nei suoi movimenti, il suono del suo masticare veloce, simile a quello di un coniglio e soprattutto il suo grattarsi costantemente…decisamente suscita simpatia!

Finita la sessione fotografica ritorno alla mia auto per prepararmi per la notte decisamente umida e fredda!

Un’altra giornata finisce ma il  Solo Woman Road Trip invece continua, prossima meta: la perla di Jervis Bay.

Stay tuned

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Solo Woman Road Trip: welcome to Sydney, NSW

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WELCOME TO SYDNEY!

Benvenuti a Sydney seguaci di Intorno Sottosopra!

Capitale non geografica ma simbolica, Sydney è definitivamente la città icona dell’Australia

Bene, qui c’è Sydney e qui sono io: una settimana non è certamente molto ma basta per farsi l’idea del ritmo che tiene in ballo questa favolosa metropoli nell’emisfero sud del pianeta.

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Sono finalmente qui, dopo averla sempre solo immaginata, ora questa città è tutta intorno a me; la posso toccare, respirare, vivere e fotografare in ogni suo angolo. L’eccitazione è alle stelle anche solo durante la camminata per andare alla stazione del treno prima di giungere in centro 🙂

Credo che se siete il tipo di persona alla quale piace vivere in città, questa è il posto dove essere! La sensazione appena scesa dal treno è elettrizzante. Si viene catapultati in una scena di un film, con gente che arriva e che va da ogni angolo, colori brillanti, edifici con decine di piani che si stagliano nel cielo praticamente attaccati, incastrati in qualche modo in vecchie case coloniche, costruzioni antiche, colonnati, cattedrali.

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In un angolo hai un tram rosso dal design moderno che scorre lentamente sui binari in pieno centro, un uomo in giacca e cravatta e valigetta 24 ore attraversa le rotaie, una mamma con il passeggino intenta a sorseggiare un caffè nel tipico bicchierone di carta che servono ai bar per il take away (portare via); una ragazza mi passa accanto di fretta con tenuta scolastica, gonna al ginocchio grigia, camicia bianca, scarpe casual nere, cravatta a strisce grigie e verdi e uno di quei cappelli che per chi si ricorda erano nel film Mary Poppins indossati dalla bambina protagonista.

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 Sydney è ultra moderna ma inoltre ultra conservata, si ha un perfetto misto di stili diversi, epoche diverse perfettamente amalgamate in questa metropoli che ora capisco perché sia considerata forse la città più bella e vivibile al mondo.

Una settimana non è appunto molto tempo. Ho trascorso giornate a camminare tra le vie più importanti e quelle laterali, tra i quartieri di The Rocks, Circular Quay, Newton, Darling Harbour e quelli pittoreschi di Chinatown e Spanish Quarter.

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La città è circondata da Tolls che sono tratti di strada a pagamento (che io voglio evitare a tutti i costi!) quindi ho deciso di avere un luogo come base e spostarmi in centro con i mezzi che comunque sono molto efficienti.

Per avere i costi al minimo ho optato per rimanere una settimana in questo campeggio a pochi chilometri dalla city chiamato Lane Cove River Tourist Park. Dopo aver pensato alla scelta migliore, tra ostelli in centro, altri campeggi, couchsurfing, airbnb ho poi deciso per questa soluzione. Avendo la macchina devo avere un luogo nel quale tenerla parcheggiata in modo sicuro per alcuni giorni visto che poi in città ci si sposta con i mezzi pubblici. I parcheggi in centro sono molto costosi e hanno comunque un limite di tempo, nulla che faccia al caso mio!

Quindi eccomi in questo campeggio, situato a nord-ovest di Sydney a dieci chilometri dal centro è secondo me la soluzione più economica ma comoda allo stesso tempo se come me avete intenzione di campeggiare ed esse indipendenti.

Lane Cove River Tourist Park welcome sign

Al costo di 38 dollari al giorno per un sito con energia elettrica è l’opzione a mio avviso migliore. Inoltre se prenoti 7 notti ne paghi 6! Se cliccate sul link trovate tutte le info necessarie.

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Da qui in dieci minuti a piedi si raggiunge la stazione del treno di North Ryde. Vi consiglio di fare la OPAL CARD, una tessera dei trasporti che vi permette di usarli tutti a costi minori se confrontati ai singoli biglietti. Un viaggio da North Ryde a Central o Circular Quay costa circa 2.95 dollari (solo andata) negli orari non di picco quindi evitate orario dalle 7 alle 9:30 di mattina e dalle 4 alle 6:30 di pomeriggio; dopo 8 viaggi durante la settimana in corso tutti gli altri sono gratis e in più la domenica viaggiate ovunque a Sydney (compreso Watsons Bay, Manly, Cockatoo Island ecc) per 2.50 dollari valido tutto il giorno. La mia spesa per i trasporti in 8 giorni è stata di 35 dollari totali.

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Se visitate il sito dei Trasporti di Sydney potete pianificare il viaggio e vedere le mappe con i vari stop. Questa la mappa del treno

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Come prima tappa consiglio il Sydney Visitor Centre nella piazza di Darling Harbour. All’interno potete trovare tantissime brochure di posti da vedere, tour, gite fuori città, guide e mappe. Non lasciatevi scappare una copia della Sydney Guide con all’interno sconti da un 10 ad un 40 % per musei e attrazioni varie.

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Non voglio farvi un elenco di cose che dovreste andare a visitare mentre siete a Sydney, quello si trova ovunque. Ovviamente ci sono mete che da turista bisogna assolutamente fare, il Sydney Opera House e Harbour Bridge sono solo due dei punti focali della città.

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Ci sono un paio di suggerimenti che vorrei puntualizzare per non perdervi dei luoghi che hanno fatto la storia di questa metropoli: una camminata nel quartiere The Rocks non dovrebbe mancare sulla vostra lista: fermatevi a vedere Cadman’s Cottage, la casa più antica di Sydney costruita nel 1816.

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Circular Quay è la zona centrale e più nota, tantissimi locali “in”, ristoranti prestigiosi ed hotel importanti si trovano qui. E’ dove le navi da crociera attraccano per permettere ai passeggeri di scendere e visitare Sydney: ci sono state due navi Costa Crociere piene di italiani che hanno attraccato qui e la zona sembrava un’esplosione di italianità improvvisa!

Tutti i traghetti per le varie destinazioni partono da questo punto per raggiungere Manly, Watsons Bay e altre mete intorno all’area della città.

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Non perdetevi i Royal Botanic Gardens che si estendono nella parte nord est e seguono la linea costiera fino dietro al Sydney Opera House e dai quali si gode di una vista spettacolare e contrastante dei palazzi che si stagliano nel cielo appena dietro ai giardini.

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Perdetevi tra infinite specie di piante e fiori autoctoni, ammirate la natura splendere intorno a voi e i pappagalli Cockatoo venirvi vicino per rubare un pezzo di pane (per poi mangiarvelo in testa!)

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Scoprite le aree di Chinatown e Spanish Quarter. Addentratevi nel centro vitale di Sydney percorrendo Elizabeth Street, tra i suoi colori, le persone, e quel carattere che fa di questa città un’icona mondiale con pochi rivali.

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Non perdetevi la cultura di questo paese andando a visitare uno dei musei più noti d’Australia, il Power House Museum (scienza e tecnologia del passato, presente e futuro) e magari usate lo sconto sul biglietto d’entrata che trovate all’interno della guida di Sydney che vi ho suggerito qualche riga sopra.

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Una cosa che mi ha colpito in particolare all’interno del Power House Museum è stata il simulatore di assenza di gravità…un’esperienza che nella sua semplicità mi ha stupito. Si entra in questo spazio allestito come l’interno di una navicella spaziale della nasa e ogni circa 10 minuti la simulazione ha inizio: le pareti cominciano a ruotare intorno a te. Ti dicono di chiudere gli occhi se cominci a sentirti male…funziona anche perché tu sei completamente fermo! Che stupida che è la mente a volte 🙂

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Un altro pezzetto di cultura religiosa è la St. Andrew’s Cathedral. Una visita all’interno merita il vostro tempo ed è una buona scusa per ripararvi dalla calura esterna nel caso le temperature siano eccessivamente alte. Si trova nel pieno centro vicino alla Westfield Tower, una torre dalla quale si gode il panorama della città dall’alto (a pagamento).

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Hyde Park merita uno sguardo grazie ai suoi viali con alberi antichi e maestosi, cattedrali e una fontana meravigliosa che domina il centro del parco.

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Ovunque ci sono decine di gabbiani dei quali bisogna stare attenti se si ha un panino in mano! Ve lo assicuro, tenetevelo ben stretto perché io non l’ho fatto e uno di loro se n’è andato con metà del mio sandwich nel becco!

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La sera Sydney è affollata come di giorno: la zona di Circular Quay in particolare è molto animata grazie ai numerosi locali e bar nei quali si può sorseggiare un cocktail con il Sydney Opera House di fronte. Non male eh?

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Ecco che arriviamo alla parte che molti preferiscono di Sydney: la famosa Bondi Beach!

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Mi sono presa una giornata per andare a Bondi, questo perché non si trova in centro ma è localizzata nel lato est della città e per raggiungerla si prende il treno fino alla stazione di Bondi Junction poi il bus dal quale si scende a pochi metri dall’entrata principale della spiaggia.

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Guardavo un programma tv quando ancora ero a Londra chiamato Bondi Rescue basato sui salvataggi in mare da parte dei guardia spiaggia e ho sempre pensato che un giorno avrei visto quel luogo di persona: eccomi qui appunto!

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In tutta onestà non è nulla di spettacolare in termini di bellezze naturalistiche ma è certamente un punto focale dell’Australia, un’attrazione turistica certo, ma che ha il fascino giovanile e che racchiude l’essenza di uno stile di vita tipicamente simbolico di questo paese.

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Punto forte è la piscina di acqua salata costruita adiacente all’oceano nella quale le onde si gettano dopo essersi infrante sugli scogli ed investono i nuotatori pienamente felici dell’accaduto!

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Recandosi sulla spiaggia non si può fare a meno di notare l’energia e la positività di questo luogo. I guardia spiaggia svolgono un lavoro fondamentale tenendo costantemente gli occhi aperti per le forti correnti che spessissimo mettono in difficoltà i turisti ma anche i locali e da questo fatto la serie televisiva è diventata un successo qui in Australia ma anche nel mondo.

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Il mio tempo in questa metropoli giunge al termine ma ecco di seguito alcune tips (consigli).

TIPS PER ALLOGGIO

Dopo aver speso ore su internet posso confermare che non è possibile dormire in macchina in questa città, cosa che invece mi è possibile fare fuori dalle grandi metropoli. Se eventualmente trovate un posto, la polizia di solito lascia un avviso scritto che appunto passare la notte in macchina in quella specifica zona è vietato con conseguente multa se vi ritrovano….consiglio: non fatelo.

Per tutti gli otto giorni che ho trascorso a Sydney la mia spesa è stata di 310 dollari dei quali 234 per il campeggio, 40 per la tessera dei trasporti Opal (6.5 dollari rimasti sulla tessera) e il resto è andato in cibo e bevande.

Alloggi economici per Sydney:

– Campeggio (Lane Cove River Tourist Park è stata la mia scelta e quello che consiglio. Si raggiunge la city in 20 minuti di treno, è sicuro per lasciare l’auto con tutti i vostri effetti personali e la tenda, tanta privacy e tranquillità, immersi nel verde, bagni e cucina puliti e attrezzati con tutto)

  • Ostello (più economico del campeggio e più vicino ma niente parcheggio per l’auto e meno sicuro per gli effetti personali, tanto rumore la sera e la notte, no privacy)
  • Couchsurfing: se non sapete cos’è potete visitare questa sezione di Intorno Sottosopra dove è spiegato cos’è e come funziona. Facendo couchsurfing l’alloggio è gratuito ma è al massimo per un paio di giorni (il più delle volte) dopo i quali dovete trovare qualcun altro che vi ospiti. Il problema del parcheggio è sempre lo stesso: bisogna pagarlo e muovere l’auto spesso. Bisogna tenersi agli orari di chi vi ospita il che non sempre è la scelta più comoda e che vi lascia con poca autonomia nel gestirvi la giornata.
  • AirBnb: una soluzione più economica del normale B&B ma le opzioni per Sydney le ho trovate limitate per il mio budget e ancora una volta il problema del parcheggio si presenta.
  • House sitting: ci si iscrive ad un sito internet pagando una quota annuale (piuttosto irrisoria a mio avviso) e si ha a disposizione un elenco di abitazioni che necessitano appunto di un House Sitter che significa qualcuno che si prenda cura della casa ed animali mentre i padroni sono via per qualche giorno o per mesi. Anche questa è un’iniziativa interessante, non si paga nessun affitto  e si ha un’intera casa a disposizione, ma anche in questo caso ho optato per il campeggio perché mi da quella libertà che non avrei se scegliessi una delle altre opzioni.

TIPS GENERALI

  • Fate una Opal Card. Purtroppo le stazioni dei treni non la vendono e non la ricaricano nemmeno, cosa che trovo piuttosto insensata. Purtroppo è così quindi considerate di fermarvi in un negozio newsagent (tabaccheria, giornalai) mentre siete sulla strada per recarvi nel luogo dove soggiornerete e richiedetene una con 20 dollari di ricarica. Altrimenti vi troverete a dover acquistare un biglietto singolo per la city ($ 4.80) e poi acquistarla li.
  • Volete un caffè decente a un prezzo ridicolo? Andate nei 7eleven, all’interno hanno la macchinetta del caffè automatica che ammetto non essere così male se siete malati di caffeina la mattina e perché no il pomeriggio 🙂

Piccolo:  $ 1
Grande: $ 2
Jumbo:  $ 3

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  • La domenica si viaggia ovunque a Sydney e zone limitrofe a $ 2.50 con treni, traghetti e bus! Aspettate ad andare a Manly o Watsons Bay quindi. Biglietto per la prima è $ 14 e per la seconda è $ 12.50, io le ho fatte entrambe nella stessa giornata e ho viaggiato gratis (grazie al fatto che dopo 8 viaggi pagati durante la settimana, tutti gli altri durante quella stessa settimana sono a costo 0!
  • Andate al Visitor Centre e procuratevi una copia della guida ufficiale di Sydney all’interno della quale trovate coupon per sconti in varie attrazioni, musei ecc…
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  • Fate uno di quei tour gratuiti della città dei quali trovate tutte le info al Visitor Centre. Questi ragazzi mettono a disposizione la loro conoscenza di Sydney accettando offerte libere. Il tour dura circa 2.5/3 ore, un turno la mattina e uno il primo pomeriggio; si cammina per le zone più famose, le guide si soffermano su alcune particolarità che altrimenti non si noterebbero, luoghi magari un po’ nascosti e vi spiegano (in inglese) aneddoti curiosi e fatti interessanti su ogni particolare attrazione turistica.
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  • Se vi recate a Bondi Beach evitate il weekend come la peste! Non piacevole, non rilassante e non sicuro (furti di beni personali sulla spiaggia).

 

Città giovane Sydney, popolata di ragazzi e ragazze, tantissimi bambini, famiglie numerose, studenti, giovani professionisti…si respira un’aria di intraprendenza e sicurezza ed è nettamente chiaro il motivo del suo successo in ogni fronte: economico, turistico, qualità della vita, prezzi delle case alle stelle, università prestigiose…

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Se mai avrete l’occasione di visitarla, Sydney vi colpirà sicuramente. Per noi italiani che veniamo da piccoli paesini di provincia, o più nello specifico dalla bassa modenese tanto per citare un posto 🙂 , è certamente un “big deal” come dicono in inglese. La traduzione purtroppo non rappresenta efficacemente l’idea che voglio darvi ma è un po’ come dire che è qualcosa di grande, importante.

Quando si viaggia e si vedono dal vivo quei luoghi dei quali si è sempre solo sentito parlare da altri ci si sente speciali, nel mio caso fortunati…grazie Sydney!

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Solo Woman Road Trip: Coffs Harbour – Port Macquarie, NSW

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Port Macquarie è una gemma sulla costa est australiana.

Da Coffs Harbour si prosegue sulla Pacific Highway e dopo circa 2.5 ore e 165 chilometri, tra lavori in corso costanti si arriva in questa ridente cittadina che si affaccia sull’oceano Pacifico, dove trovare un parcheggio livellato sembra un’impresa ciclopica degna dell’Odissea!

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Come già fatto per la precedente meta, anche questa volta ho usato l’applicazione WikiCamps Australia, che se continuo di questo ritmo diventerà presto la mia preferita 🙂 e per la prima notte ho trovato un parcheggio nel quale passare la notte più o meno tranquillamente. La spiaggia  si chiama Flynns Beach e con il rumore delle onde in sottofondo non ho faticato molto ad addormentarmi, finalmente non ho bisogno della musica sul cellulare per rilassarmi, qui l’oceano è reale!

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Dopo essere crollata alle 8:30 di sera la sveglia non poteva essere molto più tardi delle 5 di mattina. Chi mastica un po’ di fotografia sa che ci sono due momenti nella giornata nei quali la luce è la migliore in assoluto: alba e tramonto. Quindi inforcata la macchina fotografica senza nemmeno un caffè per darmi la sveglia, scendo in spiaggia per cominciare la giornata nel migliore dei modi.

Sembra incredibile ma alle 5:30 era già affollata! A questi australiani il sole da proprio alla testa!

E’ buio, solo la pallida luce di un sole timido ancora nascosto dietro l’orizzonte aiuta a definire i contorni della riva e delle rocce che fanno capolino dall’acqua; una leggera foschia formata dall’infrangersi di queste onde che continuamente vanno a morire sulla sabbia crea un paesaggio fiabesco.

Il sole comincia la sua ascesa, sono le 6 e un gruppo di bambini della scuola di surf è a lezione. Al via del loro istruttore corrono veloci e si tuffano tra le onde con le loro grandi tavole quasi a sfidare l’oceano.

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Un altro gruppo di sole donne è pronto per la lezione di yoga, materassini stesi e viso rivolto al sole che sta sorgendo velocemente per il ringraziamento.

Nella tarda mattinata mi reco a Roto House, una villa coloniale del 1800 che inoltre ospita Il Koala Hospital. Questo è un centro di recupero per koala malati (spesso congiuntivite e clamidia) o con problemi fisici dovuti ad incidenti come ad esempio attacco di cani (molto comune purtroppo), o che sono stati investiti da auto; il Koala Hospital l’ho trovato con l’aiuto della mia bibbia Lonely Planet! Ero restia a seguire i suggerimenti in questa guida ma mi sbagliavo!

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Si può visitare la villa Roto House internamente: è mantenuta originalmente con l’uso di arredamenti ed oggettistica risalente al tempo di costruzione. Potrete gustarvi un caffè seduti sotto al portico di questa meravigliosa struttura immersa nel verde.

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Un altro luogo che merita una visita è il Lighthouse (faro), dove potete godervi la vista mozzafiato e in periodo di migrazione delle balene è un ottimo punto dal quale scorgerne alcune mentre si spostano a nord nelle acque più calde per riprodursi: da Aprile a Novembre con picco di avvistamenti a fine Giugno….il mio tempismo è perfetto appunto 🙁

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Port Macquarie è pieno di spiagge molto belle nelle quali vi consiglio di fermarvi, una di queste è Shelly beach nella quale mi sono fermata a dormire ieri notte. Luogo vivace, affollato di giorno e con tanti viaggiatori che come me scelgono di trascorrere qui la notte quindi anche sicuro per le donne in viaggio da sole :p

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Se vi serve internet gratuito potrete recarvi in libreria a Port Macquarie dalle 9am alle 6pm (500MB). In alternativa potete andare alla Sunset Gallery, un negozio di stampa e cornici che ha inoltre allestita una piccola mostra di foto e dipinti di artisti locali. Il proprietario è gentilissimo ed amichevole, mette a disposizione lo spazio con sedie e tavolini e offre wifi gratuito per tempo illimitato, potrete anche portare un caffè con voi!

Solo Woman Road Trip si sposta a New Castle come prossima tappa, come sempre continuate a leggermi, godetevi le foto e stay tuned!

Solo Woman Road Trip. Brisbane-Coffs Harbour

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Il Solo Woman Road Trip è finalmente cominciato!

Dopo un mesetto di stallo psico-fisico (più psico che fisico) in Brisbane e dopo aver fatto un check up alla macchina ed averci speso qualche soldino così da non rischiare di rimanere a piedi nel mezzo del nulla, sono partita direzione sud seguendo la costa percorrendo la Pacific Highway che mi porterà a Sydney.

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Più che un’autostrada la considererei come una strada normale tra i boschi, colline e paesi che si attraversano per raggiungere Sydney. Ad accezione di alcuni tratti, questa autostrada ha solo una corsia e saltuariamente si ha una doppia linea per i sorpassi che finisce dopo alcune centinaia di metri.

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Il limite sulle maggiori strade ed autostrade qui in Australia è di 100 km/h con tratti dove il limite è 110 km/h (vi consiglio di rispettare i limiti). La trovo una cosa interessante e positiva, al contrario di molti di voi che staranno pensando che a 100 km/h si va troppo piano! Invece devo ammettere che ho cambiato la mia idea iniziale e trovandomi a guidare tanti chilometri questa velocità mi permette di restare rilassata godendomi la guida e soprattutto risparmiare benzina (chi mi conosce lo sa quanto amo risparmiare in generale!).

Ho trascorso circa tre giorni sulla Gold Coast a Coolangatta (1.5 ore da Brisbane) per godermi il sole splendido e l’oceano che mi erano già familiari. Ma era tempo di ripartire così ieri mattina sono saltata in macchina con meta Coffs Harbour, una cittadina sulla costa dello stato del New South Wales a 4.5 ore da Brisbane.

Ho scaricato un’applicazione per il mio Iphone veramente utile per chi ha in mente di fare un viaggio in auto e risparmiare davvero tanti dollari: WikiCamps Australia, costo $ 7.49.

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Vale davvero la pena di fare questo irrisorio investimento. Tramite la funzione ricerca e sopratutto i filtri (il filtro FREE e DOCCIA sono i miei preferiti) potrete trovare facilmente il luogo perfetto dove sostare per la notte o per alcuni giorni. Applicazione ben strutturata, facile, intuitiva, funziona offline (senza internet), completa di commenti e foto lasciati da altri viaggiatori; potrete pianificare gli stop e godervi il viaggio più serenamente, ve lo garantisco 🙂

Qui a Coffs Harbour ho trascorso la notte al Coffs Coast Regional Park, si trova prima di arrivare  in città, la via è Bay Drive, 600 metri prima del Big Banana sulla sinistra . C’è un parcheggio alla fine di questa via chiusa, meta apparentemente conosciuta da altri backpackers che come me ieri  hanno deciso di fermarsi (parentesi per mamma: stai tranquilla che non ero sola!).

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Il posto è stupendo, praticamente a fianco della spiaggia che durante il fine settimana si popola di surfisti fin dalle 6 di mattina. I bagni sono spaziosi e puliti ma sono chiusi durante la notte dalle 6 di pomeriggio. Dopo quell’ora beh…ci sono i cespugli! La doccia è esterna, funziona 24 ore su 24 ed è acqua fredda: insomma la classica doccia che si fa dopo il bagno al mare, ma che è comunque utile ai viaggiatori sull’orlo della disperazione per una doccia.

Una meta obbligata per chi come me ha bisogno di internet per mantenere il proprio blog di viaggi aggiornato è sicuramente McDonald. Parlando onestamente: lo odio! Faccio di tutto per stare alla larga il più possibile da questo tipo di posti ma purtroppo è il modo più facile ed economico per avere una buona copertura internet ad ogni ora e per tempo illimitato (purtroppo si possono utilizzare al massimo 50mB per il download)… inoltre un McDonald lo si trova ovunque.

Il Solo Woman Road Trip continua, prossima tappa Port Macquarie. Stay tuned!