SOLO WOMAN ROAD TRIP: Alice Springs – Northern Territory

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Arrivo ad Alice Springs

Alice Springs, la perla dell’Outback australiano! Ecco come la definirei.

Nonostante sia centinaia di chilometri dal nord, capitanato da Darwin e centinaia di chilometri dal sud, capitanato da Adelaide, Alice Springs è decisamente la capitale del centro rosso dell’Australia; una cittadina che ha essenzialmente tutto nonostante la posizione non proprio favorevole allo sviluppo urbano. Il terreno è veramente arido ma come sempre gli alberi chiamati Ghost Gum ed altre specie di eucalipto la fanno da padrona. Rendono il paesaggio molto più interessante,  colorato e riempiono il letto costantemente secco del fiume Todd che attraversa Alice Springs, il quale si riempie d’acqua solo una volta ogni tanto durante l’estate quando la stagione delle piogge arriva a nord, causando a volte grandi inondazioni.

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L’accesso alla città da sud è attraverso uno scenico “gap”, una gola tra due colline rocciose nella quale è stata costruita la strada e che è inoltre uno dei simboli di Alice Springs, così come si nota nella gigantesca scritta che da il benvenuto ai visitatori sul lato della strada e che è meta di continui stop per foto (io inclusa!).

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Artista aborigeno in Todd Mall

Servendomi della mia amata WikiCamps Australia app, trovo un posto dove campeggiare ad un prezzo davvero economico, 11 dollari al giorno (circa 7 euro). Si trova dietro il Gap Hotel, ad appena tre chilometri dal centro città e ne faccio la mia base d’esplorazione per le tre settimane che rimango nei paraggi. Faccio subito amicizia con un gruppo di ragazzi francesi, che (scusate se sarò maleducata ma a volte i pregiudizi sono duri a morire!) sorprendentemente si rivelano persone stupende: vengo invitata fin dalla prima sera ad unirmi a loro intorno al fuoco, in compagnia di altre persone di diverse età e provenienza, condividendo la cena, una birra, buona musica e conversazioni interessanti.

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Vista del tramonto dal campeggio dietro Gap Hotel

Trascorro i giorni seguenti esplorando la città, visitando i luoghi turistici, facendo passeggiate e soprattutto spendendo tante ore in libreria….santo internet!

Proprio qui, a pochi giorni dal mio arrivo mi succede una cosa non proprio piacevole: mi rubano la borsa praticamente sotto gli occhi. Dentro: passaporto, portafogli e chiavi della macchina. Per fortuna non sono una persona che perde la calma, qualche lacrima si ma non la calma 🙂 Avverto il personale della libreria e da quel momento parte una sorta di “task force”: la polizia viene chiamata e mi raggiunge in pochi minuti; nel frattempo il manager della libreria viene allertato e si decide di controllare i video della sorveglianza per cercare di capire come sia successo e di riconoscere qualcuno in volto. Mentre uno dei poliziotti mi riempie di domande sul come, dove, quando, e dettagli vari, l’altro passeggia per la zona provando a ritrovare la borsa. I video vengono controllati e poco tempo dopo mi viene detto che il punto dove ero seduta non è ben coperto dalle telecamere e che quindi il riconoscimento è da lasciar perdere. Finisco con la polizia, un amico arriva in mio “soccorso” (morale soprattutto), l’assistenza stradale riesce ad aprirmi la macchina così da permettermi di prendere alcune cose per trascorrere la notte, ma invece mi propongono di riportare la mia auto al campeggio con il carro attrezzi…..gratis!

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Canguro e piccolo nel marsupio

I due poliziotti con i quali ho parlato poche ore prima, non vedendo più la macchina parcheggiata alla libreria si presentano al campeggio per assicurarsi che l’auto fosse effettivamente con me e che non fosse stata rubata.

La notte la passo quasi insonne cercando di fare una lista di tutte le cose che ora devono essere fatte: andare all’ambasciata italiana e richiedere un passaporto provvisorio così da poter tornare in patria (non che ne sia particolarmente incline…), bloccare la carta di debito ed ordinarne una nuova, cambiare la chiusura dalla macchina e rifare le chiavi, rifare la patente di guida australiana, ordinare una nuova tessera sanitaria italiana ecc…..

La mattina seguente ricevo una telefonata dalla centrale della polizia: quella stessa mattina una donna mentre camminava in riva al fiume, ritrova la mia borsa nella sabbia e la porta alla polizia. Mi fiondo in centrale e ho una piacevole sorpresa: nella borsa c’è tutto! L’unica cosa mancante sono 20 dollari in contanti e la carta di debito, tutto il resto è li! L’emozione prende il sopravvento e contentissima ritorno al campeggio accompagnata dal mio amico James il quale è stato la mia spalla di supporto durante quelle ore di confusione mentale dopo il furto.

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Vista dalla cima di Mount Gillen

La nuova carta di debito mi arriva in posta in tre giorni lavorativi e con una facilità sorprendente sono di nuovo sulla normale rotta del mio viaggio. Mi sono resa conto di quanto differente sarebbe stata la situazione in Italia, mi dispiace ammetterlo ma probabilmente la polizia mi avrebbe dato una pacca sulla spalla virtuale (con una telefonata, si perché non credo si sarebbero nemmeno presi la briga di venire da me) e detto:”Signorina, ci dispiace tanto, speriamo di ritrovare la sua borsa….ma non ci conti troppo!”.

Inoltre la burocrazia è molto più spicciola, a volte quasi inesistente: la carta di debito è stata bloccata dalla mia applicazione sul cellulare, ne ho ordinata una nuova nello stesso modo ed attivata ancora una volta con applicazione. Nessuna telefonata, o firma su documenti, o banca.

Lasciamoci il furto della borsa alle spalle vah!

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Mercato della domenica mattina a Todd Mall

Se siete ad Alice Springs non perdetevi il mercato del fine settimana nella Todd Mall, la strada pedonale del centro cittadino che la domenica ospita il mercato locale con bancarelle di cibo, libri, bigiotteria. Ci sono inoltre alcune molto curiose come ad esempio quella dove un ragazzo australiano di nome James vende smoothies (frullati di frutta). Fin qui nulla di strano, se non fosse che questi frullati sono fatti con una bicicletta!

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James e la sua smooth revolution con un cliente visibilmente soddisfatto

Eh si, il genio ha preso una di quelle bici da palestra e vi ha installato sul fronte, al posto del cestino, un frullatore che viene azionato dalla pedalata. A parte il fatto che io sono una delle clienti abituali durante la mia sosta ad Alice, ma se vuoi pedalare tu, James ti fa lo sconto….e che risate quando i clienti finiscono di frullare, suonano il campanello e hanno una soddisfazione in volto che è innegabile.

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Se volete dare un’occhiata a questa divertente ed ecologica invenzione, visitate la pagina Facebook di Smooth Revolution, o visitate direttamente James ed i suoi smoothies a Alice Springs 🙂

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Guidate in cima alla collina chiamata Anzac Hill per una vista a 360 gradi sulla città, ma se volete una vista DAVVERO mozzafiato allora dovete guidare pochi chilometri fuori dal centro verso ovest sulla Larapinta Drive e raggiungere Mount Gillen.

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Vista dalla cima di Mount Gillen

Dal parcheggio comincia una passeggiata, che devo ammettere essere piuttosto impegnativa soprattutto nella parte finale, che porta fino in cima al monte. Non è lunga, io impiego circa un’ora, ma alla fine ci si deve letteralmente arrampicare sulle rocce per raggiungere il punto più alto e da qui la vista intorno è assolutamente spettacolare.

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Vista dalla cima di Mount Gillen

Io ed un amico decidiamo di assistere all’alba, e dopo la camminata notturna seguendo il sentiero con le torce, arriviamo in cima proprio mentre il sole sta facendo capolino all’orizzonte salendo da dietro le colline lontane ad est e inebriando il cielo con un rosso intenso, che poi si trasforma in arancio ed infine giallo. Un luogo ideale per scattare foto di panoramiche d’effetto 🙂

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Panoramica dalla cima di Mount Gillen

Non dimenticatevi di visitare il sito di arte rupestre aborigena ad Emily Gap, ad est della città seguendo la Ross Highway, ne vale davvero la pena.

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Arte rupestre aborigena ad Emily Gap

Visitate le gallerie d’arte aborigena in centro ad Alice, alcuni dipinti sono assolutamente incredibili: la complessità di alcuni mi lascia allibita, intenta ad osservare minuziosamente i soggetti cercando di carpirne ogni singolo dettaglio….sembra un’impresa impossibile.

Nella via centrale Todd Mall è presente il wifi gratuito che tanti usano mentre sorseggiano un caffè seduti sull’erba verde, una delle poche zone dove l’erba verde c’è!

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Anzac Hill

Alice Springs è un punto di passaggio indispensabile per chi viaggia l’Outback e meta obbligatoria per chiunque debba andare in ogni direzione, a meno che non abbiate una jeep o auto a quattro ruote motrici, con la quale allora potrete spingervi su tracciati ben lontani dai soliti battuti da migliaia di turisti.

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Vista da Anzac Hill

Le notti invernali (da giugno ad agosto) sono davvero fredde, si raggiungono facilmente gli 0 gradi e la temperatura si abbassa bruscamente appena cala il sole tramontando ad ovest. In queste ultime settimane durante il giorno le temperature sono molto più calde e piacevoli e se mentre di notte si va sottozero, in tarda mattinata e pomeriggio si arriva anche a 30 gradi, uno sbalzo decisamente grande!

Dopo tre settimane qui ad Alice Springs, numerosi nuovi amici trovati, esperienze indimenticabili (positive e meno), giungo al termine del mio soggiorno e lascio questa città che mi ha dato tanto in così poco tempo.

Ora di fare tappa in un nuovo luogo, dalla natura affascinante, Devil’s Marbles.

Life is beautiful 🙂

SOLO WOMAN ROAD TRIP: Great Ocean Road, Victoria

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La strada da Melbourne al mio prossimo stop non è tanta, circa un’ora e mezza di comoda autostrada per arrivare alla capitale australiana del surf: Torquay.

Mi fermo soprattutto per godermi la mattinata di sole che sembra un evento così raro al momento e per fare una passeggiata sulla scogliera che prosegue fino a perdita d’occhio e dalla quale spero di scovare qualche spruzzo insolito nell’acqua, segnale certo della presenza di balene. E’ infatti il periodo di migrazione per questi immensi mammiferi che si spostano dall’antartico verso le regioni del nord più calde. E’ durante questi mesi che lungo la costa sud dell’Australia è ricorrente avvistare balene a largo. Io non ho fortuna a Torquay e mi rimetto in auto proseguendo verso sud ovest.

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Faccio inoltre tappa in altri piccoli paesi cercando di avere più fortuna nella mia ricerca delle balene: passo Lorne e in seguito Apollo Bay dopo la quale decido di fermarmi nuovamente per dare un’occhiata intorno.

Sono a Shelly Beach, in una zona di boschi stupendi adiacenti all’oceano. I boschi sono costituiti da alberi di eucalipto, come è noto i preferiti dai koala. Quest’area, insieme a Kennet River e il Great Otway National Park sono risaputi per avere un’estesa popolazione di questi simpatici e paffuti marsupiali, facili da scovare in libertà.

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Sapendo ciò, mi inoltro nelle foreste percorrendo una passeggiata circolare di cinque chilometri, non ho avvistato balene, spero almeno di vedere qualche koala a questo punto!

Non molto tempo dopo aver intrapreso la camminata e facendo ben attenzione di essere il più silenziosa possibile, sento il tipico richiamo del maschio di koala poco distante da me, è decisamente un suono inquietante che tutto si potrebbe dire eccetto che venga da un animaletto così dolce e carino!

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La fortuna questa volta mi sorride e scovo il primo koala tra la vegetazione intento a reclamare e segnalare il proprio territorio e che probabilmente distratto da questo arduo compito, non nota la mia presenzia a circa due metri di distanza. Io mi trovo sul sentiero e ci rimango, non voglio spaventarlo ma lui appena mi vede comincia a correre (a correre! Non scherzo!) e si arrampica su un albero cercando di sfuggire al pericolo. Purtroppo però la sue scelta non ricade sulla pianta giusta e il povero koala si ritrova su un cespuglio di circa due metri d’altezza senza altre vie di salvezza intorno…..devo ammettere che è una scena buffa, povero, si guarda intorno, poi guarda me e i miei movimenti (io sono immobile accovacciata al suolo per non spaventarlo di più), poi si riguarda intorno annaspando per trovare un appiglio per arrampicarsi più in alto ma nulla da fare….

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Proseguo il cammino ridendo fra me e me e dopo alcune centinaia di metri ecco che ne vedo un altro questa volta sul mio sentiero, anche lui intento a reclamare il territorio con il suo richiamo e ancora una volta il koala non si accorge di me. Si volta, mi vede e comincia una buffa ed impacciata corsetta verso l’albero più vicino. Questa volta la scelta è quella giusta e il piccolo grigio marsupiale si arrampica velocemente ed agilmente sul tronco di questo altissimo eucalipto fermandosi a metà e lanciandomi un’occhiata e un cenno della testa come per dire di andarmene….ed in fretta.

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Lasciata la foresta di Shelly Beach decido di fare tappa nella punta sud del Great Otway National Park dove si trova il faro più importante d’Australia, commissionato dopo anni di disastrosi naufragi sulle coste del sud Australia. Le zone circostanti sono magnifiche, con foreste, campi e questo oceano di un blu intenso e dalla forza distruttiva.

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Visito il sito del faro dove inoltre sorge una sede del telegrafo, una stazione radar, torri di avvistamento della prima e seconda guerra mondiale ed un centro aborigeno con alcune opere d’arte.

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E’ possibile salire in cima al faro tramite una ripida scalinata a chiocciola ed uscire sulla piattaforma smaltata di rosso che circonda la struttura e godersi così un panorama mozzafiato tra vento e vertigini.

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Il giorno che tanto attendo da anni è arrivato, è una settimana che controllo costantemente il meteo per poter arrivare con il sole ai 12 Apostoli e godermi il panorama che tanto mi girava nella mente senza più solo sognarlo.

Vista dalla piattaforma che porta ai 12 Apostoli

Vista dalla piattaforma che porta ai 12 Apostoli

E’ una mattina incantevole, il cielo è di un azzurro scuro e il sole è appena sorto dietro le colline vicine al sito dove si trovano i 12 Apostoli e io mi sento come una bambina in un negozio di dolci. Nervosa ed eccitata di poter finalmente vederli con i miei occhi, corro per raggiungere Gibson Steps, una scalinata che porta alla spiaggia sottostante dalla quale si possono ammirare i primi due degli 8 giganti rimasti.

I magnifici 12 Apostoli alla luce del tramonto

I magnifici 12 Apostoli alla luce del tramonto

Per chi non lo sapesse i famosi 12 Apostoli (Twelve Apostles in lingua originale) sono massicci di roccia chiamata Limestone. E’ la loro vicinanza uno all’altro che ha dato loro il nome di 12 Apostoli e ha reso questo sito una famosa attrazione turistica mondiale.

Due degli Apostoli al tramonto

Due degli Apostoli al tramonto

Queste gigantesche rocce sono il frutto dell’erosione provocata dalle forti acque dell’oceano sul quale sorge la costa settentrionale dell’Australia. La forza delle onde ha lentamente consumato la fragile Limestone lasciando solamente i frammenti che ancora si ergono in piedi. Il nono apostolo crollò nel 2005 lasciandone solo otto ad attrarre migliaia di turisti all’anno. Questa volta io sono una di loro!

Loch Ard Gorge

Loch Ard Gorge

La baia di Loch Ard Gorge

La baia di Loch Ard Gorge

Non ci sono però solo i Twelve Apostles nella zona, si può facilmente rimanere nei paraggi tutto il giorno (come ho fatto io), aspettando la luce affascinante del tramonto per scattare foto molto più interessanti.

Gibson Steps, una scalinata che porta sulla spiaggia dove sorgono i primi due dei 12 apostoli

Gibson Steps, una scalinata che porta sulla spiaggia dove sorgono i primi due dei 12 apostoli

Cominciando da Gibson Steps come prima tappa ci si può poi spostare verso ovest continuando a seguire la Great Ocean Road e fermandosi ai vari siti turistici poco distanti tra loro.

London Bridge

London Bridge

Dopo i dodici apostoli:

Loch Ard Gorge

London Bridge

The arch

Bay of Island

The Grotto

Razorback

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Razorback

Island Arch

Bay of Island

La giornata giunge al termine, e dopo decine di foto scattate con un tramonto da lasciare senza fiato, emozionata mi rimetto in viaggio continuando sulla Great Ocean Road fermandomi un paio di volte lungo la strada che mi porta ad Adelaide.

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Un amico mi suggerì qualche settimana fa di fare uno stop in uno storico paesino di pescatori chiamato Port Fairy. Non lo deludo e trascorro qui una mattinata interessante tra passeggiate al porto e foto ad edifici caratteristici coloniali vittoriani.

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Port Fairy

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Port Fairy

Continuando si arriva a Portland, famosa meta per l’avvistamento delle balene ( che ancora una volta io non trovo!). Da qui si può prendere una strada che porta a sud in una piccola penisola chiamata Cape Bridgewater.

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Parcheggiata l’auto c’è un percorso a piedi di quattro chilometri da fare, tra colline, boschi, mucche e pecore che termina in cima ad una scogliera dalla quale si ammira una colonia di foche in natura. Le si vede da lontano ma è buffo vedere come giocano tra di loro saltando tra le onde mentre cacciano.

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Poco distante da qui un altro stop da fare è in un punto molto arido ed esposto al vento della piccola penisola nel quale sorge un’immensa Wind Farm (fattoria del vento).

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Ci sono alti mulini a tre pale che girano silenziosamente sparsi per le colline circostanti. Il loro colore bianco contrasta incredibilmente con il suolo rosso sottostante creando un’atmosfera un po’ surreale.

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La mattina seguente arrivo a Mount Grampier dopo aver superato il confine ed essere entrata nello stato del South Australia.

Mount Grampier è diventata una delle mie mete preferite in Australia….è una cittadina stupenda, piena di carattere, bellezze naturali sparse per il territorio e tutte le comodità che una grande città offre.

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Le due cose che più mi hanno affascinato sono Cave Garden e Blue Lake.

Cave Garden è una grande cavità nella roccia, una grotta circolare profonda qualche decina di metri nella quale sorge un giardino con piante, fiori ed edere che pendono dai bordi della roccia. Quello che rende questo posto un punto cardine del paese è che questa grotta verde giace nel centro città. Dalla piattaforma sulla grotta si gode una sensazione di pace che sembra incredibile se si pensa dove è localizzata.

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Il Blue Lake o lago blu è letteralmente un lago che sorge nel cratere di un antico vulcano spento e che è ora diventato la sorgente acquifera che soddisfa l’intera città. L’acqua del lago è appunto blu e questo è dovuto a particolari minerali che vi disciolti e che danno al Blue Lake questa particolare colorazione.

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Dopo una giornata qui a Mount Grampier, una doccia calda (finalmente) e una lavatrice di biancheria d’emergenza riparto e questa volta mi attende un’altra capitale australiana: Adelaide.

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On the road again, l’Outback si avvicina!

SOLO WOMAN ROAD TRIP: costa sud-est dal New South Wales al Victoria

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Si continua il viaggio on the road verso sud facendo tappa in alcune cittadine sul tragitto come Batemans Bay e Narooma (che vi consiglio di visitare). Continuando faccio una sosta di mezza giornata ad Eden dove scopro che l’Information Centre (ufficio informazioni turistiche) offre la possibilità di avere una doccia calda al modesto prezzo di $ 2.20.

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Non posso resistere ad una doccia bollente specialmente dopo aver trascorso le ultime due settimane utilizzando le docce sulla spiaggia a Jervis Bay…. praticamente gelate!

Dopo 20 minuti di acqua bollente sulla pelle decido che può essere sufficiente per resistere alcuni altri giorni senza una doccia calda e indossati vestiti puliti, o quasi, mi incammino verso la costa per dare un’occhiata in giro e trascorrere qui un altro paio di ore e pranzare.

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Mi rimetto alla guida e dopo pochi chilometri finalmente attraverso il confine tra lo stato del New South Wales arrivando in Victoria accompagnata da nuvole cariche di pioggia e temperature sempre più fredde.

Trascorro le notti campeggiando in parchi nazionali e aree di sosta in compagnia di tanti altri viaggiatori, a volte backpackers e a volte intere famiglie australiane che con i loro camper esplorano da nomadi il proprio paese.

Più volte, vedendomi da sola, vengo invitata ad aggregarmi a loro, per gustarmi una tazza di tea o un pasto intorno al fuoco, condividendo il calore che arriva non solo da queste calde fiamme ma soprattutto dalla gentilezza di persone sì sconosciute, ma pronte a rendermi parte di qualcosa di semplice, della loro quotidianità, dei loro pensieri e storie di vita.

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Arrivo in una città chiamata Sale che si trova a circa 220 chilometri a est di Melbourne dove trascorro qualche giorno sostando nel parco cittadino intorno al lago Gutheridge.

Le mie finanze si stanno riducendo e decido così di cominciare a cercare lavoro come già avevo previsto di fare all’inizio di questo viaggio.

Come sempre il sito internet Gumtree è una fonte inesauribile di opportunità di ogni tipo il che significa anche offerte di lavoro; mi bastano un paio di ore per ricevere risposta a due applicazioni fatte, una per la posizione di cameriera e aiuto cucina in un ristorante italiano e l’altra come responsabile controllo qualità in una grande farm che produce insalata poco distante da Sale.

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Traduzione: attenzione, serpenti abitano quest’area

Entrambe le applicazioni hanno successo e comincio a lavorare il giorno dopo ad entrambi i posti. Un paio di giorni dopo opto per rimanere solamente nella farm poiché gli orari sono  davvero  troppo variabili e questo non mi permette di assicurare puntualità nel secondo lavoro.

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La posizione di controllo qualità è eccitante e stimolante, con tante cose nuove da imparare e un po’ di responsabilità, cosa che non mi dispiace assolutamente. Chi lo immaginava ci fossero così tanti tipi di insalata! Mizuna, Tatsoi, Red Oak, Green Coral, Kale…gli unici due tipi che mi suonano famigliari sono la rucola e gli spinaci.

Incontro tante nuove persone, australiani ma soprattutto altri backpacker. La maggioranza di loro sta svolgendo il lavoro in farm per accumulare gli 88 giorni necessari per ottenere il secondo Working Holiday Visa e questo mi da un profondo senso di sollievo visto che questo processo io l’ho già messo alle spalle. Ci si sente un po’ come quando amici devono fare l’esame per ottenere la patente di guida e tu invece ce l’hai già, o quando loro devono superare l’esame di maturità mentre tu invece sei già a goderti le vacanze estive!

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Nel frattempo trovo un luogo dove stare durante il periodo nel quale lavoro, mi trasferisco infatti nel paesino di Maffra, lo stesso dove si trova la farm: affitto una camera singola nella casa di un mio collega al costo di $ 90 a settimana, felice di essere a solamente 10 chilometri dalla farm! Quando la sveglia suona alle 5 di mattina (o prima) impari ad apprezzare la vicinanza della tua casa al posto di lavoro.

Le mansioni alla farm non sono solo ridotte al controllo qualità, ma vengo spostata in altre sessioni nei giorni seguenti. A volte a scaricare i trailer dalle casse piene di insalata provenienti dai campi (spuntano muscoli dei quali non sapevo nemmeno l’esistenza!), altre volte a lavare le casse vuote dalle 4:30 di mattina alle 5:30 di pomeriggio. Altre ancora ad aiutare fuori nei campi nel taglio a mano di alcuni tipi di insalata.

Man mano che l’inverno si avvicina (l’inverno nell’emisfero sud per chi non lo sapesse va dal 1 Giugno al 1 Settembre), la stagione lavorativa si riduce e la farm si appresta a chiudere per qualche settimana prima di riaprire per l’inizio della nuova stagione. Le ore settimanali cominciano a ridursi così come le temperature minime della mattina. Quasi sempre il lavoro comincia appena prima dell’alba e fa uno strano effetto vedere la brina nei campi e uno strato di ghiaccio sul vetro della propria auto!

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Ora ho la prova che anche qui in Australia fa freddo e che il mito dell’estate onnipresente è decisamente solo un mito.

Ancora più sconvolgente è vedere la neve! Un giorno io ed altri quattro amici decidiamo di andare a fare una gita fuori porta su quelle che chiamano “le Alpi Australiane”, distanti circa due ore e mezza da Maffra.

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Decisamente capisco anche il motivo per il quale la maggioranza di australiani possiede una jeep con quattro ruote motrici: se vuoi avventurarti per strade ripide, non asfaltate e con buchi profondi abbastanza per inghiottire un wombat distratto, l’unica soluzione è proprio una jeep!

Onestamente di “Alpi” non c’è molto, le definirei più come alte colline, ma la neve è li! La posso vedere e toccare, camminarci sopra e sprofondarci fino a perdere di vista le mie scarpe da trekking, per cui quale occasione migliore se non questa per fare una battaglia di palle di neve?!

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Alcuni luoghi qui nell’area del East Gippsland (così si chiama questa zona del Victoria) tolgono il fiato. Parchi nazionali con foreste di un verde accecante; punti panoramici arroccati su rocce appuntite in cima a valli baciate da raggi del sole che penetrano le nubi qua e là.

In questi due mesi trascorsi in Maffra ho visto innumerevoli albe e tramonti talmente belli che avrebbero meritato ogni volta una cartolina, ma ancora una volta sono le persone che mi hanno regalato le emozioni più forti.

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Un enorme, gigantesco, infinito grazie ad amici speciali: Gaia, Gabriele, Stuart, e Sylvia in primis. Mi avete aiutata ad affrontare momenti non proprio felici e mi avete fatta ridere come una pazza (specialmente tu Gaia!).

Senza contare tutti gli altri amici e colleghi intorno a me.

Grazie a tutti, spero di rivedervi un giorno o l’altro….in qualche posto nel mondo.

In viaggio PARTE 2: avventura sulla costa nord est dell’Australia

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Mi ritrovo a scrivere a viaggio oramai concluso ed è una cosa che avrei voluto evitare. Purtroppo internet è stata una di quelle comodità che nel viaggio ahimè è venuta a  mancare….insieme a tante altre cose ve lo assicuro!

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Avrei voluto offrire un passaggio sulla mia macchina a tutti voi, condividere e percorrere insieme questi 3000 km tra strade sterrate che lasciano scoprire una terra rosso fuoco, polvere, spiagge di seta bianca e spiagge ricoperte di coralli, foreste sperdute e parchi nazionali a picco sul mare, acqua salata, acqua dolce, acqua allo stesso tempo irresistibilmente cristallina ma freddissima sulla pelle, notti stellate e talmente luminose che la via lattea non è più solo visibile sui libri di astronomia ma ti rimane prepotentemente impressa nelle foto scattate con la reflex.

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Avrei voluto avervi tutti intorno a me quando ferma ad una stazione di servizio per passare la notte campeggiando mi viene detto che c’è qualcosa che devo assolutamente vedere….una gatta accovacciata sotto una pianta lascia intravedere  timidamente i suoi micini mentre sono intenti a succhiare il latte e cercare un po’ di calore materno sotto la sua pancia, una dolcezza….

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Spero di avervi fatto viaggiare un po’ con me anche se siete a migliaia di chilometri di distanza…..non importa, la mente non accetta limiti e difatti non ne ha!

Buona vita