Australia: una giornata tipo…o quasi

brissi

Howdy gente!

Ho ricevuto alcune email e commenti da persone che mi chiedono di dedicare un post alla giornata tipo qui in Australia. Bene, le richieste dei lettori vanno soddisfatte quindi oggi il post sarà dedicato proprio a questo.

Descrivere una giornata tipo è piuttosto complicato, ho pensato tante volte a scrivere qualcosa a riguardo ma essendo una viaggiatrice vagabonda non ho una vera e propria routine. Il termine che definisce noi giovani viaggiatori immigrati (specialmente europei) sotto i 30 anni è BACKPACKER.

backpack

Backpacker deriva dal termine backpack che è il nome del tipico zaino da trekking che noi giovani con il Working Holiday Visa ci portiamo sulle spalle in questa avventura a 15.000 chilometri da casa.

Come ogni Backpacker che si rispetti anche io ho dovuto attraversare diverse fasi durante il mio primo anno di soggiorno downunder. Tanto per la cronaca in caso alcuni lettori non lo sapessero sono in Australia da quasi 16 mesi 🙂

Nei primi 12 mesi di permanenza tutti o quasi (a parte chi è ricco di famiglia o ha tanti risparmi da parte) dobbiamo: lavorare qualche mese, fare quei famosi 88 giorni di lavoro in agricoltura e viaggiare.

Quindi a seconda di ciò che si sceglie di fare prima (vi consiglio gli 88 giorni di farm) la routine giornaliera cambia e tanto!


LA MIA ESPERIENZA 

Giornata tipo lavorando in un coffee shop.

Io lavoravo su due turni. La mia sveglia era alle 5:30, con il sole splendente (una bella differenza dalle mattinate di freddo, umidità e nebbia della pianura padana!), inizio alle 6:30. La maggior parte di backpacker non ha la macchina per recarsi al lavoro e il parcheggio è comunque un problema nella city quindi ci si affida ai mezzi pubblici. L’accoglienza del boss è sempre stata per me come una spinta per affrontare la giornata con energia, si fa due chiacchiere mentre si portano fuori i tavolini e la macchina del caffè si scalda. Si prepara l’impasto per i muffins e qualche sandwich e panino per il pranzo.

coffee

Tra un cliente e l’altro un caffè offerto dalla casa e qualcosa da mangiare ci scappano sempre….si lavora duro, fa caldo e un buon cappuccino di soia fatto ad arte è la cosa migliore che si possa avere a metà mattina. Tenete a mente che i primi giorni o settimane sono per imparare e la fiducia del boss la si guadagna dimostrando di essere in gamba e lavorando sodo.

L’orario del tempo libero varia a seconda dei turni di lavoro. Si va in riva al fiume per una passeggiata, in spiaggia, al cinema, una cena fuori, ma la cosa più comune è sicuramente andare fuori per una birra con gli amici o colleghi. Andare in spiaggia è parte della routine settimanale direi, specialmente per chi ci vive vicino. Il clima rende tutto più facile in particolare la sveglia presto, e trovare la motivazione per fare un po’ di attività fisica.

Il fine settimana è solitamente dedicato al mare e alla famiglia. Avere un bbq nel parco accompagnato da birra circondati dalle persone care è forse l’attività preferita dagli australiani e in fin dei conti anche noi backpacker non ci tiriamo indietro.


Giornata tipo lavorando in farm.

farm2

Scrissi un post riguardo la mia esperienza in farm quindi non mi dilungherò molto. Vorrei solo che teneste a mente che la vita di farm è dura. Non so se avete mai raccolto frutta in estate durante le vacanza scolastiche estive, beh io l’ho fatto per alcuni anni raccogliendo pere (molto comune dove vivo) e vi assicuro che la difficoltà è molto maggiore qui in Australia.

Qui mi sono occupata di raccolta pomodori e la prima settimana è stata distruttiva. Bisogna abituarsi alla sveglia presto per minimo 6 giorni a settimana, spesso 7 per fare una colazione ABBONDANTE e se non siete soliti fare colazione la mattina vi consiglio di abituarvici in fretta se non volete collassare in mezzo ai campi sulle piante di pomodori! L’inizio del lavoro cambiava ogni settimana, più l’estate si avvicinava e prima ci si svegliava.

Nelle ultime settimane l’allarme del telefono suonava alle 3:50 di mattina: si fa colazione, si prepara la borsa con il pranzo, ci si mette la crema protettiva per il sole e indossate le scarpe si parte per essere al lavoro con circa 10 minuti di anticipo (da buona italiana a me piace essere al lavoro prima piuttosto che rischiare di arrivare tardi) e avendo la macchina sono sempre stata indipendente, inoltre mi permetteva di dare passaggio a chi lavorava con me così da dividere la benzina.farm

Inizio ore 5:00

Io facevo minimo 9 ore al giorno, molto spesso 11/12 e un paio di volte 14. Mezzora di pausa pranzo e due soste di 15 minuti una a metà mattina e una a metà pomeriggio.

Come già detto questo tipo di lavoro mi ha messo pesantemente alla prova, andavo a letto alle 8:30 di sera per dormire almeno 7/8 ore ed avere quell’energia che il sole e la fatica richiedono costantemente durante il giorno.
Convivevo con altre 10 persone, ragazzi e ragazze da un po’ tutto il mondo e per sopravvivere senza avere un esaurimento nervoso serve tanta pazienza.

Scordatevi di pretendere che tutti tengano pulita la casa, che tutti lavino i propri piatti sporchi, che ci sia sempre silenzio quando andate a letto o peggio ancora quando arriva quella mattina dove potete dormire fino tardi (c’è sempre qualcuno che rompe le p… alle 6!).

Bisogna fare i turni per: cucinare, fare la doccia, lavare la biancheria, bollire l’acqua per il caffè…praticamente è un buon allenamento per chi ha problemi comportamentali e facili attacchi di rabbia omicida 🙂

beach

Non posso proprio descrivere una giornata tipo di quando si viaggia perché ogni ora sarebbe differente. A proposito di viaggiare spero tutti sappiate che sto finendo di progettare le ultime cose per il mio road trip in solitaria intorno metà Australia.

Partirò con la mia fidata macchina da Brisbane fra qualche giorno e raggiungerò diverse destinazioni ritornando poi a Brisbane quando il mio visto sarà prossimo alla scadenza ovvero Novembre. Sydney, Melbourne, Great Ocean Road, Adelaide, Uluru, Alice Springs, Darwin, Cairns sono solo alcune delle tappe che farò per cui attaccatevi allo schermo di qualsiasi dispositivo tecnologico che avete e rimanete aggiornati sui miei spostamenti qui sul mio blog Intorno Sottosopra, Facebook, Instagram, Twitter e Youtube (canale Intorno Sottosopra).

map

Un abbraccio a tutti i viaggiatori, a chi lo è già e a chi lo sta sognando.

Bye bye