CAMBOGIA: l’arrivo a Siem Reap

CAMBOGIA

CAMBOGIA

L’essere tornata a casa dopo quasi quattro anni di vita all’estero ha decisamente sotterrato la mia ispirazione creativa da scrittrice. Nonostante questo, ogni tanto questa riemerge per brevi periodi e ne approfitto per continuare a scrivere delle avventure rimaste nel cassetto per troppo a lungo.

Ho trascorso ben ventidue mesi in Australia e con una gran tristezza nel cuore l’ho poi dovuta lasciare a Settembre. Prima di rientrare in Italia ho optato per una breve tappa asiatica, giusto perché era di strada, così dopo essere decollata da Darwin, a nord dell’Australia, aver trascorso la notte in aeroporto a Singapore dividendomi tra il cinema gratuito, un massaggio ai piedi anch’esso gratuito e una dormita di qualche ora sulla moquette, arrivo a Siem Reap in Cambogia.

Aeroporto di Singapore

Aeroporto di Singapore

L’afosità dell’aria cambogiana mi da uno schiaffo appena atterrata e messo il naso fuori dall’aereo,  dandomi quasi una sensazione di soffocamento avendo vissuto le ultime 20 ore in ambiente climatizzato; pigramente mi avvio verso la dogana che non ha nulla a che fare con quella del programma tv Border Security girato all’interno degli aeroporti australiani, questa fa molta meno paura!

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SOLO WOMAN ROAD TRIP: Kings Canyon, NT

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E’ una mattina stupenda e perfetta per guidare quei 320 chilometri verso nord est che ancora mi separano da Kings Canyon.

Si tratta di un un altro meraviglioso luogo dove la natura la fa da padrona. Caratteristici sono gli immensi muri di roccia arenaria formatisi in milioni e milioni di anni da una frattura nella roccia che è poi stata erosa dagli elementi. Vento ed acqua hanno modellato questi scenari incredibili rendendo Kings Canyon una delle mete turistiche più importanti d’Australia e dello stato del Northern Territory, così come lo sono Uluru, Kata Tjuta e le montagne nel MacDonnell Ranges.

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La popolazione aborigena dei Luritja chiama quest’area casa da almeno 20.000 anni.

L’unica camminata che posso affrontare prima che la pioggia si abbatta sulla zona è il classico “loop” o giro intorno che porta i turisti dalla base di Kings Canyon alla vetta tramite una ripida arrampicata su di un lato della roccia.

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L’intera camminata è di circa 6 chilometri ma dopo la prima parte nella quale si affronta la scalata più ripida e faticosa, il resto del percorso l’ho trovato decisamente alla mia portata.

Si attraversano muri di roccia dalla forma particolarissima e dove è chiara la direzione nella quale questa roccia è stata erosa e spinta in superficie. Ci sono enormi precipizi che discendono dai lati del canyon, con magnifici Ghost Gums, una specie di albero di eucalipto che è noto per la corteccia bianca, che sembra crescere in punti assolutamente inaccessibili, facendosi strada nelle crepe della roccia, sembra quasi mantenersi in equilibrio nel vuoto.

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A circa metà percorso si discende nel “Garden of Heaven” dove è presente un lago formatosi da acqua piovana e che è fonte di vita per numerose specie di marsupiali, uccelli e piante.kings_canyon_july2015-26

Il pranzo distesi all’ombra di questa piccola foresta ammirando piccoli uccellini gialli volare a filo della superficie del lago è un momento estremamente piacevole, specialmente quando tutti i turisti se ne vanno per continuare il percorso e rimango da sola ad ascoltare i rumori che mi circondano.

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Risalendo in cima al canyon, la camminata porta a numerosi punti panoramici, uno in particolare mi lascia senza fiato: la vista è sull’impressionante muro dal quale enormi frammenti di roccia si sono distaccati e caduti in passato e che hanno lasciato queste cicatrici nell’arenaria che assume colori differenti: bianco, arancio, rosso, giallo, nero…

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La discesa per ritornare al parcheggio è semplice e non molto tempo dopo mi ritrovo alla mia macchina, con un bagaglio di emozioni e tante immagini che ho avuto la fortuna di poter catturare con la mia amata macchina fotografica e che vi lascio nella speranza, come sempre, di infondere dentro di voi quelle sensazioni che continuano a essere così forti dentro di me.

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Campeggio a circa 40 chilometri di distanza da Kings Canyon che essendo parco nazionale non permette di trascorrere la notte al suo interno, circondata da nitriti di cavalli selvaggi e ululati di dingo nelle vicinanze.

Alice Springs sarà la prossima tappa e da lì verso ovest per visitare il West MacDonnell Range.

A presto 🙂

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Solo Woman Road Trip: Kiama, NSW

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Lasciate le Blue Mountains mi dirigo di nuovo verso la costa, l’oceano mi manca soprattutto durante la notte quando il rumore delle onde risuona intorno come una ninnananna.

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Arrivo a Kiama, una cittadina che mi è stata suggerita da una coppia fantastica di ragazzi italiani Francesca e Marco 🙂 che conobbi a Sydney nel campeggio dove mi fermai per una settimana e che ringrazio infinitamente per le dritte!

Kiama è sicuramente un paese piacevole da visitare, piccolo, che si sviluppa ai lati della strada principale e che ha la fortuna di essere in una zona ricca di bellezze naturali e cose interessanti da vedere e fare.
Ma ciò che lo rende famoso è il BLOWHOLE (la traduzione in italiano è foro che spruzza) e si tratta dell’attrazione più nota nella zona.

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Il Blowhole è appunto una cavità negli scogli adiacenti all’oceano. Quando il vento e le maree creano la corrente giusta proveniente da una specifica direzione, l’acqua viene spinta con forza verso le rocce e quando passa attraverso questo foro viene proiettata in aria come una GEISER fino a raggiungere anche i 60 metri di altezza. Questo avvenimento è accompagnato da un forte rumore, un boato che la prima volta mi face venire la pelle d’oca!

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Devo attendere un paio di giorni per vedere questa bellezza della natura all’opera e aspettare appunto per la corrente giusta, ma alla fine ne vale decisamente la pena e ho la possibilità di esercitarmi con la mia macchina fotografica nello scatto di immagini ad alta velocità.

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Il FARO è proprio nello spiazzo appena prima della piattaforma dove c’è il Blowhole, un’altra attrazione di Kiama che è un piacere fotografare all’alba.

Se vi piace camminare non perdetevi il sentiero che da qui si dirige a nord e che vi porterà verso la spiaggia di KIAMA BEACH e che sale sul promontorio dal quale si ammira il panorama su tutta la zona sottostante.

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Non fermatevi!

Continuate la camminata e discendete lentamente verso la costa e ritrovatevi quasi improvvisamente immersi in un paesaggio lunare, marziano,  che comunque mi ricorda un film di Kuprick! Siete arrivati alle CATHEDRAL ROCKS.

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Il sito di Cathedral Rocks attira turisti sin dall’anno 1890 e la cosa non sorprende affatto poiché è facile venire attratti dalla sua insolita formazione rocciosa. Questi alti picchi sono formati da rocce vulcaniche che nonostante essere molto dure presentano tantissime giunture orizzontali. L’effetto dell’erosione di migliaia di anni ha lasciato queste colonne dalla forma squadrata e dal colore marrone intenso, un contrasto con il blu dell’oceano decisamente interessante e meraviglioso e che richiama l’attenzione di molti fotografi locali …. e non 🙂

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Lasciate la costa e dirigetevi verso l’interno percorrendo Old Saddleback Road nella quale si trovano questi muretti al lato della strada costruiti con rocce e che ricordano molto le campagne scozzesi ed inglesi.

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Il clima purtroppo non mi è favorevole e dopo 5 giorni trascorsi a Kiama nello stato del New South Wales, dopo aver conosciuto persone locali incredibilmente amichevoli e d’aiuto e dopo aver scovato una vite gigantesca conficcata nella ruota davanti destra della mia auto mi convinco che è il momento di ripartire continuando verso sud percorrendo la Princess Highway.

Stay tuned!

Solo Woman Road Trip: welcome to Sydney, NSW

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WELCOME TO SYDNEY!

Benvenuti a Sydney seguaci di Intorno Sottosopra!

Capitale non geografica ma simbolica, Sydney è definitivamente la città icona dell’Australia

Bene, qui c’è Sydney e qui sono io: una settimana non è certamente molto ma basta per farsi l’idea del ritmo che tiene in ballo questa favolosa metropoli nell’emisfero sud del pianeta.

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Sono finalmente qui, dopo averla sempre solo immaginata, ora questa città è tutta intorno a me; la posso toccare, respirare, vivere e fotografare in ogni suo angolo. L’eccitazione è alle stelle anche solo durante la camminata per andare alla stazione del treno prima di giungere in centro 🙂

Credo che se siete il tipo di persona alla quale piace vivere in città, questa è il posto dove essere! La sensazione appena scesa dal treno è elettrizzante. Si viene catapultati in una scena di un film, con gente che arriva e che va da ogni angolo, colori brillanti, edifici con decine di piani che si stagliano nel cielo praticamente attaccati, incastrati in qualche modo in vecchie case coloniche, costruzioni antiche, colonnati, cattedrali.

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In un angolo hai un tram rosso dal design moderno che scorre lentamente sui binari in pieno centro, un uomo in giacca e cravatta e valigetta 24 ore attraversa le rotaie, una mamma con il passeggino intenta a sorseggiare un caffè nel tipico bicchierone di carta che servono ai bar per il take away (portare via); una ragazza mi passa accanto di fretta con tenuta scolastica, gonna al ginocchio grigia, camicia bianca, scarpe casual nere, cravatta a strisce grigie e verdi e uno di quei cappelli che per chi si ricorda erano nel film Mary Poppins indossati dalla bambina protagonista.

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 Sydney è ultra moderna ma inoltre ultra conservata, si ha un perfetto misto di stili diversi, epoche diverse perfettamente amalgamate in questa metropoli che ora capisco perché sia considerata forse la città più bella e vivibile al mondo.

Una settimana non è appunto molto tempo. Ho trascorso giornate a camminare tra le vie più importanti e quelle laterali, tra i quartieri di The Rocks, Circular Quay, Newton, Darling Harbour e quelli pittoreschi di Chinatown e Spanish Quarter.

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La città è circondata da Tolls che sono tratti di strada a pagamento (che io voglio evitare a tutti i costi!) quindi ho deciso di avere un luogo come base e spostarmi in centro con i mezzi che comunque sono molto efficienti.

Per avere i costi al minimo ho optato per rimanere una settimana in questo campeggio a pochi chilometri dalla city chiamato Lane Cove River Tourist Park. Dopo aver pensato alla scelta migliore, tra ostelli in centro, altri campeggi, couchsurfing, airbnb ho poi deciso per questa soluzione. Avendo la macchina devo avere un luogo nel quale tenerla parcheggiata in modo sicuro per alcuni giorni visto che poi in città ci si sposta con i mezzi pubblici. I parcheggi in centro sono molto costosi e hanno comunque un limite di tempo, nulla che faccia al caso mio!

Quindi eccomi in questo campeggio, situato a nord-ovest di Sydney a dieci chilometri dal centro è secondo me la soluzione più economica ma comoda allo stesso tempo se come me avete intenzione di campeggiare ed esse indipendenti.

Lane Cove River Tourist Park welcome sign

Al costo di 38 dollari al giorno per un sito con energia elettrica è l’opzione a mio avviso migliore. Inoltre se prenoti 7 notti ne paghi 6! Se cliccate sul link trovate tutte le info necessarie.

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Da qui in dieci minuti a piedi si raggiunge la stazione del treno di North Ryde. Vi consiglio di fare la OPAL CARD, una tessera dei trasporti che vi permette di usarli tutti a costi minori se confrontati ai singoli biglietti. Un viaggio da North Ryde a Central o Circular Quay costa circa 2.95 dollari (solo andata) negli orari non di picco quindi evitate orario dalle 7 alle 9:30 di mattina e dalle 4 alle 6:30 di pomeriggio; dopo 8 viaggi durante la settimana in corso tutti gli altri sono gratis e in più la domenica viaggiate ovunque a Sydney (compreso Watsons Bay, Manly, Cockatoo Island ecc) per 2.50 dollari valido tutto il giorno. La mia spesa per i trasporti in 8 giorni è stata di 35 dollari totali.

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Se visitate il sito dei Trasporti di Sydney potete pianificare il viaggio e vedere le mappe con i vari stop. Questa la mappa del treno

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Come prima tappa consiglio il Sydney Visitor Centre nella piazza di Darling Harbour. All’interno potete trovare tantissime brochure di posti da vedere, tour, gite fuori città, guide e mappe. Non lasciatevi scappare una copia della Sydney Guide con all’interno sconti da un 10 ad un 40 % per musei e attrazioni varie.

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Non voglio farvi un elenco di cose che dovreste andare a visitare mentre siete a Sydney, quello si trova ovunque. Ovviamente ci sono mete che da turista bisogna assolutamente fare, il Sydney Opera House e Harbour Bridge sono solo due dei punti focali della città.

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Ci sono un paio di suggerimenti che vorrei puntualizzare per non perdervi dei luoghi che hanno fatto la storia di questa metropoli: una camminata nel quartiere The Rocks non dovrebbe mancare sulla vostra lista: fermatevi a vedere Cadman’s Cottage, la casa più antica di Sydney costruita nel 1816.

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Circular Quay è la zona centrale e più nota, tantissimi locali “in”, ristoranti prestigiosi ed hotel importanti si trovano qui. E’ dove le navi da crociera attraccano per permettere ai passeggeri di scendere e visitare Sydney: ci sono state due navi Costa Crociere piene di italiani che hanno attraccato qui e la zona sembrava un’esplosione di italianità improvvisa!

Tutti i traghetti per le varie destinazioni partono da questo punto per raggiungere Manly, Watsons Bay e altre mete intorno all’area della città.

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Non perdetevi i Royal Botanic Gardens che si estendono nella parte nord est e seguono la linea costiera fino dietro al Sydney Opera House e dai quali si gode di una vista spettacolare e contrastante dei palazzi che si stagliano nel cielo appena dietro ai giardini.

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Perdetevi tra infinite specie di piante e fiori autoctoni, ammirate la natura splendere intorno a voi e i pappagalli Cockatoo venirvi vicino per rubare un pezzo di pane (per poi mangiarvelo in testa!)

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Scoprite le aree di Chinatown e Spanish Quarter. Addentratevi nel centro vitale di Sydney percorrendo Elizabeth Street, tra i suoi colori, le persone, e quel carattere che fa di questa città un’icona mondiale con pochi rivali.

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Non perdetevi la cultura di questo paese andando a visitare uno dei musei più noti d’Australia, il Power House Museum (scienza e tecnologia del passato, presente e futuro) e magari usate lo sconto sul biglietto d’entrata che trovate all’interno della guida di Sydney che vi ho suggerito qualche riga sopra.

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Una cosa che mi ha colpito in particolare all’interno del Power House Museum è stata il simulatore di assenza di gravità…un’esperienza che nella sua semplicità mi ha stupito. Si entra in questo spazio allestito come l’interno di una navicella spaziale della nasa e ogni circa 10 minuti la simulazione ha inizio: le pareti cominciano a ruotare intorno a te. Ti dicono di chiudere gli occhi se cominci a sentirti male…funziona anche perché tu sei completamente fermo! Che stupida che è la mente a volte 🙂

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Un altro pezzetto di cultura religiosa è la St. Andrew’s Cathedral. Una visita all’interno merita il vostro tempo ed è una buona scusa per ripararvi dalla calura esterna nel caso le temperature siano eccessivamente alte. Si trova nel pieno centro vicino alla Westfield Tower, una torre dalla quale si gode il panorama della città dall’alto (a pagamento).

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Hyde Park merita uno sguardo grazie ai suoi viali con alberi antichi e maestosi, cattedrali e una fontana meravigliosa che domina il centro del parco.

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Ovunque ci sono decine di gabbiani dei quali bisogna stare attenti se si ha un panino in mano! Ve lo assicuro, tenetevelo ben stretto perché io non l’ho fatto e uno di loro se n’è andato con metà del mio sandwich nel becco!

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La sera Sydney è affollata come di giorno: la zona di Circular Quay in particolare è molto animata grazie ai numerosi locali e bar nei quali si può sorseggiare un cocktail con il Sydney Opera House di fronte. Non male eh?

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Ecco che arriviamo alla parte che molti preferiscono di Sydney: la famosa Bondi Beach!

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Mi sono presa una giornata per andare a Bondi, questo perché non si trova in centro ma è localizzata nel lato est della città e per raggiungerla si prende il treno fino alla stazione di Bondi Junction poi il bus dal quale si scende a pochi metri dall’entrata principale della spiaggia.

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Guardavo un programma tv quando ancora ero a Londra chiamato Bondi Rescue basato sui salvataggi in mare da parte dei guardia spiaggia e ho sempre pensato che un giorno avrei visto quel luogo di persona: eccomi qui appunto!

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In tutta onestà non è nulla di spettacolare in termini di bellezze naturalistiche ma è certamente un punto focale dell’Australia, un’attrazione turistica certo, ma che ha il fascino giovanile e che racchiude l’essenza di uno stile di vita tipicamente simbolico di questo paese.

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Punto forte è la piscina di acqua salata costruita adiacente all’oceano nella quale le onde si gettano dopo essersi infrante sugli scogli ed investono i nuotatori pienamente felici dell’accaduto!

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Recandosi sulla spiaggia non si può fare a meno di notare l’energia e la positività di questo luogo. I guardia spiaggia svolgono un lavoro fondamentale tenendo costantemente gli occhi aperti per le forti correnti che spessissimo mettono in difficoltà i turisti ma anche i locali e da questo fatto la serie televisiva è diventata un successo qui in Australia ma anche nel mondo.

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Il mio tempo in questa metropoli giunge al termine ma ecco di seguito alcune tips (consigli).

TIPS PER ALLOGGIO

Dopo aver speso ore su internet posso confermare che non è possibile dormire in macchina in questa città, cosa che invece mi è possibile fare fuori dalle grandi metropoli. Se eventualmente trovate un posto, la polizia di solito lascia un avviso scritto che appunto passare la notte in macchina in quella specifica zona è vietato con conseguente multa se vi ritrovano….consiglio: non fatelo.

Per tutti gli otto giorni che ho trascorso a Sydney la mia spesa è stata di 310 dollari dei quali 234 per il campeggio, 40 per la tessera dei trasporti Opal (6.5 dollari rimasti sulla tessera) e il resto è andato in cibo e bevande.

Alloggi economici per Sydney:

– Campeggio (Lane Cove River Tourist Park è stata la mia scelta e quello che consiglio. Si raggiunge la city in 20 minuti di treno, è sicuro per lasciare l’auto con tutti i vostri effetti personali e la tenda, tanta privacy e tranquillità, immersi nel verde, bagni e cucina puliti e attrezzati con tutto)

  • Ostello (più economico del campeggio e più vicino ma niente parcheggio per l’auto e meno sicuro per gli effetti personali, tanto rumore la sera e la notte, no privacy)
  • Couchsurfing: se non sapete cos’è potete visitare questa sezione di Intorno Sottosopra dove è spiegato cos’è e come funziona. Facendo couchsurfing l’alloggio è gratuito ma è al massimo per un paio di giorni (il più delle volte) dopo i quali dovete trovare qualcun altro che vi ospiti. Il problema del parcheggio è sempre lo stesso: bisogna pagarlo e muovere l’auto spesso. Bisogna tenersi agli orari di chi vi ospita il che non sempre è la scelta più comoda e che vi lascia con poca autonomia nel gestirvi la giornata.
  • AirBnb: una soluzione più economica del normale B&B ma le opzioni per Sydney le ho trovate limitate per il mio budget e ancora una volta il problema del parcheggio si presenta.
  • House sitting: ci si iscrive ad un sito internet pagando una quota annuale (piuttosto irrisoria a mio avviso) e si ha a disposizione un elenco di abitazioni che necessitano appunto di un House Sitter che significa qualcuno che si prenda cura della casa ed animali mentre i padroni sono via per qualche giorno o per mesi. Anche questa è un’iniziativa interessante, non si paga nessun affitto  e si ha un’intera casa a disposizione, ma anche in questo caso ho optato per il campeggio perché mi da quella libertà che non avrei se scegliessi una delle altre opzioni.

TIPS GENERALI

  • Fate una Opal Card. Purtroppo le stazioni dei treni non la vendono e non la ricaricano nemmeno, cosa che trovo piuttosto insensata. Purtroppo è così quindi considerate di fermarvi in un negozio newsagent (tabaccheria, giornalai) mentre siete sulla strada per recarvi nel luogo dove soggiornerete e richiedetene una con 20 dollari di ricarica. Altrimenti vi troverete a dover acquistare un biglietto singolo per la city ($ 4.80) e poi acquistarla li.
  • Volete un caffè decente a un prezzo ridicolo? Andate nei 7eleven, all’interno hanno la macchinetta del caffè automatica che ammetto non essere così male se siete malati di caffeina la mattina e perché no il pomeriggio 🙂

Piccolo:  $ 1
Grande: $ 2
Jumbo:  $ 3

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  • La domenica si viaggia ovunque a Sydney e zone limitrofe a $ 2.50 con treni, traghetti e bus! Aspettate ad andare a Manly o Watsons Bay quindi. Biglietto per la prima è $ 14 e per la seconda è $ 12.50, io le ho fatte entrambe nella stessa giornata e ho viaggiato gratis (grazie al fatto che dopo 8 viaggi pagati durante la settimana, tutti gli altri durante quella stessa settimana sono a costo 0!
  • Andate al Visitor Centre e procuratevi una copia della guida ufficiale di Sydney all’interno della quale trovate coupon per sconti in varie attrazioni, musei ecc…
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  • Fate uno di quei tour gratuiti della città dei quali trovate tutte le info al Visitor Centre. Questi ragazzi mettono a disposizione la loro conoscenza di Sydney accettando offerte libere. Il tour dura circa 2.5/3 ore, un turno la mattina e uno il primo pomeriggio; si cammina per le zone più famose, le guide si soffermano su alcune particolarità che altrimenti non si noterebbero, luoghi magari un po’ nascosti e vi spiegano (in inglese) aneddoti curiosi e fatti interessanti su ogni particolare attrazione turistica.
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  • Se vi recate a Bondi Beach evitate il weekend come la peste! Non piacevole, non rilassante e non sicuro (furti di beni personali sulla spiaggia).

 

Città giovane Sydney, popolata di ragazzi e ragazze, tantissimi bambini, famiglie numerose, studenti, giovani professionisti…si respira un’aria di intraprendenza e sicurezza ed è nettamente chiaro il motivo del suo successo in ogni fronte: economico, turistico, qualità della vita, prezzi delle case alle stelle, università prestigiose…

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Se mai avrete l’occasione di visitarla, Sydney vi colpirà sicuramente. Per noi italiani che veniamo da piccoli paesini di provincia, o più nello specifico dalla bassa modenese tanto per citare un posto 🙂 , è certamente un “big deal” come dicono in inglese. La traduzione purtroppo non rappresenta efficacemente l’idea che voglio darvi ma è un po’ come dire che è qualcosa di grande, importante.

Quando si viaggia e si vedono dal vivo quei luoghi dei quali si è sempre solo sentito parlare da altri ci si sente speciali, nel mio caso fortunati…grazie Sydney!

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Italiani, si vive anche senza il bidet!

Ammettetelo! Questo è un problema che affligge tutti gli italiani che emigrano all’estero, specialmente le femminucce… e non ditemi che non è vero perché non ci credo!

Ci avrete pensato almeno un centinaio di volte!

“Oddio e ora come faccio?”

“Solo la carta igienica?!?!?!”

“Mi devo fare la doccia ogni volta adesso?!”

“E questi come fanno senza il bidet?!?!”

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Sembra l’inizio dell’apocalisse.  Non c’è un rimedio che possa sostituire il nostro amato accessorio compagno inseparabile del wc; non si può di certo comprare un bidet ed installarlo nel bagno di ogni appartamento dove ci spostiamo (e chi vive viaggiando, condividendo stanze da letto, cucine e bagni lo sa cosa intendo dire) e quando arriva quel momento nel quale devi partire per andare altrove che fai? Crei una voragine nel muro e nel pavimento con un martello e carichi il tuo amato bidet sulla schiena o nel backpack?

Allora che si fa?

Beh, a dire il vero nulla riuscirà mai a soddisfarvi pienamente se non una doccia ma io personalmente ho trovato una mia soluzione al problema: durante la mia vita londinese non feci altro che comprare salviette intime femminili, di quelle che arrivano impacchettate a 10/20 alla volta e costano una pazzia.

Poi un anno fa arrivai qui in Australia e realizzai che le stesse salviette intime qui costavano ancora di più che a Londra e non c’era molta scelta…direi una marca, forse due! Pacchettino da 20 al costo di quasi 5 euro (7,50 dollari)

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Allora mi recai nel settore bambini e decisi di provare quelle per loro.

Sono delicate, senza alcool e senza fragranza quindi pensai che se sono perfette per il culetto di un bimbo magari sono perfette anche per…….una donna.

Prezzo? Ne porti a casa 80 al prezzo di 3 dollari! Un affare ottimo per una soluzione perfetta 🙂

DONNE D’AUSTRALIA! Correte da Coles o Wollies, fate scorta di salviette per bambini e scordatevi il bidet di casa in Italia perché tanto ci sono 16.000 km a separarvi: potrete sempre spedirgli una cartolina con scritto “Mi manchi amore mio!”