In viaggio PARTE 3: avventura sulla costa nord est dell’Australia

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Ho scoperto che campeggiare, camminare tra i boschi, vivere un po’ come e dove capita, sono cose che ADORO!!!!!

Sorprendentemente la mia attitudine di adulta è cambiata radicalmente da quando ero piccolina e chi mi conosce lo sa!

Non mi è mai piaciuto uscire tanto di casa, ero piuttosto riservata e condividere non era di certo un mio punto forte; non sono mai stata una grande avventuriera quando si trattava di passeggiate in campagna o cavalcate o qualsiasi altra attività che comportasse un certo sforzo fisico! Lo spirito di adattamento era nascosto chissà dove, in attesa dell’occasione giusta per uscire e rendersi utile in qualche modo!

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Da ragazzina raramente uscivo e quando lo facevo era per esplorare le zone intorno…ma non rimanendo sulla strada, quello sarebbe stato troppo normale e a me la normalità proprio non andava giù nemmeno a 10 anni!

Mi ritrovavo a scendere e camminare sulla riva di quel grande canale che circondava casa nel periodo secco estivo, con stivali di gomma, un bastone e il mio cane che povero mi seguiva forse per evitare chissà quale disgrazia, in cerca di conchiglie, animaletti, un diverso punto di vista per osservare quel ponte in pietra sovrastato dalle fronde degli alberi…

Oppure esploravo di nascosto la vecchia casa abbandonata pochi metri dalla mia…quella grande torre mi ha sempre affascinata! La luce del tramonto che si avvicinava propagava una luce interessante sul vigneto che circondava la proprietà. Sedevo su una vecchia sedia in paglia della quale oramai rimaneva solo lo scheletro di ferro e frugavo tra vecchie scartoffie attirata da quelle lettere ingiallite mai aperte, le date stampate sulle buste erano ai miei occhi antichissime: 1970, 1981…

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Ripensando al passato ho imparato un’altra lezione importante: nella vita si cambia e si evolve sempre: i gusti, le impressioni, i giudizi….niente rimane uguale quando si cresce, nemmeno tu stesso.

Capisci che vivi all’estero da tanto quando…

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Ci sono segnali che ci avvertono che viviamo all’estero da un tempo che possiamo definire LUNGO!
(nel mio caso in un paese di lingua inglese)

Il momento in cui
sappiamo perfettamente la forma ed il colore dei vari tagli delle banconote e delle monete senza dover fermarci 5 secondi, scusarci con il cliente imbarazzati per la nostra ignoranza e leggere le scritte inverosimilmente piccole incise sopra quei pezzi di metallo!

Il momento in cui
cominciamo a pensare prima in inglese poi in italiano (parolacce comprese!)


Il momento in cui
inseriamo nel nostro vocabolario parole che solo i cittadini madrelingua usano….con profonda sorpresa da parte loro e con una certa “riserva” sulla nostra pronuncia (come biasimarli…..è come sentire un nigeriano immigrato da solo qualche mese a Bologna dire: “Socia!”)

Il momento in cui
non ci sorprendono più gli abbinamenti di vestiario e calzature totalmente fuori dal nostro comune e forse non sempre azzeccati…..il bello? E’ che a loro non gliene frega nulla!

Il momento in cui
avere insetti giganteschi che girano per casa non è più motivo di un’ uscita improvvisa in mutande saltando come una cavalletta impazzita nel mezzo della notte!

Il momento in cui
leggere il giornale o un libro in inglese non è più un’impresa epica che all’inizio durava ore ed ore….e parlo di un articolo solo!
Ora quelle parole hanno un senso!!!!

twopeople


Il momento in cui

guardando un film in lingua originale (99% delle volte in inglese) realizziamo che
FINALMENTE IL MOVIMENTO DELLE LABBRA COINCIDE CON I SUONI CHE NE ESCONO!!!

Il momento nel quale
guardando la tv capiamo cosa viene detto (o almeno una buona parte!)
e dal tg apprendiamo finalmente che cosa accade nel mondo!……beh proprio quel momento in cui realizzi che forse era meglio non capire un accidente!

Il momento in cui
basta sentire qualcuno parlare e capisci il paese di provenienza grazie alla tua vasta conoscenza degli accenti dovuta ad anni trascorsi a lavorare in bar e ristoranti confrontandosi con clienti da tutto il mondo.

Il momento in cui
basta uno sguardo fugace per determinare che quella persona è “un ITALIANO”!
Sarà la faccia da furbo, il vestito di marca, il sopracciglio rifatto, a volte la camminata….e l’accento che è determinante anche solo nel dire una parola!

Il momento in cui
il ritrovarsi in una città con 8 milioni di abitanti e una mappa striminzita raccattata alla stazione metro non fa più paura, perché oramai siamo abituati a perderci, chiedere informazioni e ritrovarci nel mezzo di non si sa cosa con un enorme punto di domanda che sembra pendere sulla nostra testa e richiamare l’attenzione di qualche buon samaritano che ci illustra la diretta via che fortunatamente non sarà più smarrita!

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Il momento in cui
scopriamo che nel nostro menù del giorno (spesa al supermercato!) ci sono cibi dei quali non abbiamo mai nemmeno sentito il nome, ma che dopo qualche tempo e prova di commestibilità diventano uno dei nostri piatti preferiti

Il momento in cui
dividere la tua casa con altre 8 persone e stanza con altre 2 diventa una cosa normale, che dura mesi e mesi e quando capita che un coinquilino se ne va ne senti la mancanza

Il momento nel quale
sai che dovrai partire ancora una volta e nel tuo cuore terrai ciascuna delle persone che hanno camminato sulla tua strada sempre con te,
sai che hanno contribuito in un modo o nell’altro al tuo viaggio
e sai che hanno fatto parte del tuo destino rendendolo a volte più facile, a volte ci hanno fatto soffrire e a volte innamorare.
Terrai le immagini di ciascuno dei luoghi nei quali sei stato, sempre vive nella tua anima.
Quei profumi, quei colori e quelle sensazioni sulla tua pelle non se ne andranno mai e le ricorderai…e ne te nutrirai quando sentirai il bisogno di qualcosa che faccia palpitare il tuo cuore più forte.