Aggiornato il 9 Gennaio 2022 da Michela

E’ tempo di ciaspolate!
L’inverno qui in Emilia Romagna è nel suo momento migliore e se come me non amate lo sci ma preferite un’attività più lenta e rilassante, indossate un paio di ciaspole ai piedi e avventuratevi sulla neve!

Inverno per tutti

Sull’Appennino Tosco Emiliano ci sono tantissimi percorsi di ogni livello e oggi vi propongo quello che ha segnato il mio Battesimo delle ciaspole, su suggerimento della mia guida GAE personale, Riccardo.

Un sentiero agevole, a tratti più impegnativo in salita, che è adatto a chi è mediamente allenato. Il percorso è di circa 3 km solo andata, per arrivare al rifugio Segheria, con un dislivello di approssimativamente 300 m in salita. Aggiungete un’altra oretta se volete proseguire per il Passo delle Forbici come abbiamo fatto noi.

Se volete cimentarvi e provare le ciaspole, potete facilmente noleggiarle presso un negozio sportivo come Reggiogas a Reggio Emilia, all’irrisorio costo di circa 10 euro per il weekend. Oppure noleggiatele al bar, direttamente a Civago (meglio prenotarle in anticipo).

Io sulle ciaspole per la prima volta

Partenza

Arrivate a Civago e prendete Via delle Forbici.

Noi abbiamo lasciato l’auto in fondo alla strada sterrata, parcheggiandola all’inizio del sentiero 605, quello che è l’inizio del percorso che vi condurrà al rifugio.

Qui le coordinate Google Maps: 44.244742, 10.464217

Rifugio Segheria

Il percorso ci conduce dritti dritti all’ingresso del rifugio Segheria, accompagnati dalla neve che nel frattempo ha cominciato a scendere: un po’ intirizziti dal freddo decidiamo di entrare e la porta in legno si apre su un grande spazio comune sovrastato da un enorme camino acceso.

Cancello di legno all'ingresso del Rifugio Segheria

La sensazione di tepore e l’odore di legna che brucia sono irresistibili: ci sediamo e ordiniamo qualcosa di caldo e alcolico per promuovere ancora di più quel calore che ancora fatica ad arrivare alle estremità di mani e piedi.

Vi lascio il link al sito del rifugio Segheria per vedere tutte le info utili e i loro servizi: si può infatti organizzare un paio di giorni dormendo in rifugio, con colazione e mezza pensione. Oppure mettersi in contatto con guide GAE ed Alpine per definire un percorso di gruppo. Il Rifugio è aperto tutto l’anno e dalle foto scattate in estate, sembra proprio che prima o poi lo visiteremo anche in un’altra stagione!

Passo delle Forbici

Dopo un meritato ristoro al caldo, decidiamo di proseguire per il Passo delle Forbici, imboccando un sentiero che inizia proprio dietro il rifugio. Questo tratto è molto semplice e maggiormente in piano.

Tratto del sentiero innevato CAI 605

Purtroppo giungiamo al Passo delle Forbici con una fitta foschia e, dopo una rapida occhiata intorno, optiamo a malincuore che è giunto il momento di fare ritorno.

Ritorno

Il ritorno è semplice, basta continuare sul sentiero 605 che rimane ben visibile anche mentre nevica.

Giunti all’auto, mi rendo conto che il mio battesimo con le ciaspole non è andato poi così male. Le gambe e le anche ne hanno risentito un po’ visto la posizione meno naturale assunta durante la camminata, ma tutto sommato me la sono cavata discretamente.

Pensavo peggio, come si dice…

L’unico effetto collaterale che mi sono portata avanti almeno 6 mesi dopo la ciaspolata? Due unghie nere dei piedi che non ne hanno voluto sapere di passare fino all’estate, provocate dallo schiacciamento dello scarpone da trekking sotto le fasce per fermare le ciaspole.

Decisamente un aspetto da tenere in considerazione prima di camminare 14 km sulla neve.

A parte questo dettaglio, se davvero non avete esperienza in sport invernali ma amate la neve e l’atmosfera ovattata dei boschi innevati, provate le ciaspole: una piacevole scoperta adatta a tutti!

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