Sulla strada per Melbourne: arrivo a Torquay

La strada da Melbourne al mio prossimo stop non è tanta, circa un’ora e mezza di comoda autostrada per arrivare alla capitale australiana del surf: Torquay.

Mi fermo soprattutto per godermi la mattinata di sole che sembra un evento così raro al momento e per fare una passeggiata sulla scogliera la quale  prosegue fino a perdita d’occhio e dalla quale spero di scovare qualche spruzzo insolito nell’acqua, segnale certo della presenza di balene.

La spiaggia di Torquay BeachE’ infatti il periodo di migrazione per questi immensi mammiferi che si spostano dall’Antartico verso le regioni del nord più calde. E’ durante questi mesi che lungo la costa sud dell’Australia è ricorrente avvistare balene a largo.

Io non ho fortuna a Torquay e mi rimetto in auto proseguendo verso sud ovest.

Faccio inoltre tappa in altri piccoli paesi cercando di avere più fortuna nella mia ricerca delle balene: passo Lorne e in seguito Apollo Bay dopo la quale decido di fermarmi nuovamente per dare un’occhiata intorno.

Stop da non saltare: Shelly Beach e il Great Otway National Park

Sono a Shelly Beach, in una zona di boschi stupendi adiacenti all’oceano. I boschi sono costituiti da alberi di eucalipto, come è noto i preferiti dai koala. Quest’area, insieme a Kennet River e il Great Otway National Park sono risaputi per avere un’estesa popolazione di questi simpatici e paffuti marsupiali, facili da scovare in libertà.

La foresta Shelly Beach

Sapendo ciò, mi inoltro nelle foreste percorrendo una passeggiata circolare di cinque chilometri, non ho avvistato balene, spero almeno di vedere qualche koala a questo punto!

Koala in libertà

Non molto tempo dopo aver intrapreso la camminata e facendo ben attenzione di essere il più silenziosa possibile, sento il tipico richiamo del maschio di koala poco distante da me, è decisamente un suono inquietante che tutto si potrebbe dire eccetto che venga da un animaletto così dolce e carino!

Koala in libertà nella foresta di Shelly Beach

La fortuna questa volta mi sorride e scovo il primo koala tra la vegetazione intento a reclamare e segnalare il proprio territorio e che probabilmente distratto da questo arduo compito, non nota la mia presenzia a circa due metri di distanza. Io mi trovo sul sentiero e ci rimango, non voglio spaventarlo ma lui appena mi vede comincia a correre (a correre!)

Koala cammina a terra nella foresta

Si arrampica su un albero cercando di sfuggire al pericolo.

Purtroppo però la sua scelta non ricade sulla pianta giusta e il povero koala si ritrova su un cespuglio di circa due metri d’altezza senza altre vie di salvezza intorno…..

Devo ammettere che è una scena buffa!

Povero, si guarda intorno, poi guarda me e i miei movimenti (io sono immobile accovacciata al suolo per non spaventarlo di più), poi si riguarda intorno annaspando per trovare un appiglio e arrampicarsi più in alto ma nulla da fare….

Apollo bay e la cascata

Proseguo il cammino ridendo fra me e me e dopo alcune centinaia di metri ecco che ne vedo un altro questa volta sul mio sentiero, anche lui intento a reclamare il territorio con il suo richiamo e ancora una volta il koala non si accorge di me. Si volta, mi vede e comincia una buffa ed impacciata corsetta verso l’albero più vicino.

Il Great Otway National Park

Il faro a Capo OtwayQuesta volta la scelta è quella giusta e il piccolo grigio marsupiale si arrampica velocemente ed agilmente sul tronco di questo altissimo eucalipto fermandosi a metà e lanciandomi un’occhiata e un cenno della testa come per dire di andarmene….ed in fretta.

Lasciata la foresta di Shelly Beach decido di fare tappa nella punta sud del Great Otway National Park dove si trova il faro più importante d’Australia, commissionato dopo anni di disastrosi naufragi sulle coste del sud Australia. Le zone circostanti sono magnifiche, con foreste, campi e questo oceano di un blu intenso e dalla forza distruttiva.

Scultura circolare a Cape Otway

Visito il sito del faro dove inoltre sorge una sede del telegrafo, una stazione radar, torri di avvistamento della prima e seconda guerra mondiale ed un centro aborigeno con alcune opere d’arte.

Vista sull'oceano dal faro a Cape Otway

E’ possibile salire in cima al faro tramite una ripida scalinata a chiocciola ed uscire sulla piattaforma smaltata di rosso che circonda la struttura e godersi così un panorama mozzafiato tra vento e vertigini.

Great Ocean Road: arrivo ai 12 Apostoli

Il giorno che tanto attendo da anni è arrivato, è una settimana che controllo costantemente il meteo per poter arrivare con il sole ai 12 Apostoli e godermi il panorama che tanto mi girava nella mente senza più solo sognarlo.

Il cartello di arrivo sulla famosa Great Ocean RoadE’ una mattina incantevole, il cielo è di un azzurro scuro e il sole è appena sorto dietro le colline vicine al sito dove si trovano i 12 Apostoli e io mi sento come una bambina in un negozio di dolci.

Vista dalla piattaforma che porta ai 12 Apostoli
Vista dalla piattaforma che porta ai 12 Apostoli

Nervosa ed eccitata di poter finalmente vederli con i miei occhi, corro per raggiungere Gibson Steps, una scalinata che porta alla spiaggia sottostante dalla quale si possono ammirare i primi due degli 8 giganti rimasti.

I magnifici 12 Apostoli alla luce del tramonto
I magnifici 12 Apostoli alla luce del tramonto

Per chi non lo sapesse i famosi 12 Apostoli (Twelve Apostles in lingua originale) sono massicci di roccia calcarea chiamata Limestone. E’ la loro vicinanza uno all’altro che ha dato loro il nome di 12 Apostoli e ha reso questo sito una famosa attrazione turistica mondiale.

Due degli Apostoli al tramonto
Due degli Apostoli al tramonto

Queste gigantesche rocce sono il frutto dell’erosione provocata dalle forti acque dell’oceano sul quale sorge la costa settentrionale dell’Australia. La forza delle onde ha lentamente consumato ia fragile calcare lasciando solamente i frammenti che ancora si ergono in piedi.

Il nono apostolo crollò nel 2005 lasciandone solo otto ad attrarre migliaia di turisti ogni anno. Questa volta io sono una di loro!

La baia di Loch Ard Gorge

Loch Ard Gorge
Loch Ard Gorge

 

La baia di Loch Ard Gorge
La baia di Loch Ard Gorge

Non ci sono però solo i Twelve Apostles nella zona, si può facilmente rimanere nei paraggi tutto il giorno (come ho fatto io), aspettando la luce affascinante del tramonto per scattare foto molto più interessanti.

Gibson Steps, una scalinata che porta sulla spiaggia dove sorgono i primi due dei 12 apostoli
Gibson Steps, una scalinata che porta sulla spiaggia dove sorgono i primi due dei 12 apostoli

Cominciando da Gibson Steps come prima tappa ci si può poi spostare verso ovest continuando a seguire la Great Ocean Road e fermandosi ai vari siti turistici poco distanti tra loro.

London Bridge
London Bridge

Oltre ai Dodici Apostoli

  • Loch Ard Gorge
  • London Bridge
  • The arch
  • Bay of Island
  • The Grotto
  • Razorback
Il Razorback
Razorback

 

Bay of Island
Bay of Island

La giornata giunge al termine, e dopo decine di foto scattate con un tramonto da lasciare senza fiato, emozionata mi rimetto in viaggio continuando sulla Great Ocean Road fermandomi un paio di volte lungo la strada che mi porta ad Adelaide.

L'arco di roccia The Arc

Una cittadina d’altri tempi: Port Fairy

Un amico mi suggerì qualche settimana fa di fare uno stop in uno storico paesino di pescatori chiamato Port Fairy. Non lo deludo e trascorro qui una mattinata interessante tra passeggiate al porto e foto ad edifici caratteristici coloniali vittoriani.

Casa nella cittadina di Port Fairy
Port Fairy

 

Casa con albero cresciuto attraverso una staccionata a Port Fairy
Port Fairy

La penisola Cape Bridgewater

Continuando si arriva a Portland, famosa meta per l’avvistamento delle balene ( che ancora una volta io non trovo!). Da qui si può prendere una strada che porta a sud in una piccola penisola chiamata Cape Bridgewater.

Il faro di Portland

Parcheggiata l’auto c’è un percorso a piedi di quattro chilometri da fare, tra colline, boschi, mucche e pecore che termina in cima ad una scogliera dalla quale si ammira una colonia di foche in natura. Le si vede da lontano ma è buffo vedere come giocano tra di loro saltando tra le onde mentre cacciano.

L'oceano a Cape Bridgewater con foche che nuotano

Un punto panoramico a Cape Bridgewater

La foresta pietrificata

Poco distante da qui un altro stop da fare è in un punto molto arido ed esposto al vento della piccola penisola nel quale sorge un’immensa Wind Farm (fattoria del vento).

La foresta pietrificata a Cape Bridgewater

Ci sono alti mulini a tre pale che girano silenziosamente sparsi per le colline circostanti. Il loro colore bianco contrasta incredibilmente con il suolo rosso sottostante creando un’atmosfera un po’ surreale.

Parco eolico a Cape Bridgewater

Mount Gambier ed i suoi crateri

La mattina seguente arrivo a Mount Gambier dopo aver superato il confine ed essere entrata nello stato del South Australia.

Mount Gambier è diventata una delle mie mete preferite in Australia….è una cittadina stupenda, piena di carattere, bellezze naturali sparse per il territorio e tutte le comodità che una grande città offre.

Il Blue Lake nel cratere a Mount Gambier

Il Cave Garden ed il Blue Lake

Le due cose che più mi hanno affascinato sono Cave Garden e Blue Lake.

Cave Garden è una grande cavità nella roccia, una grotta circolare profonda qualche decina di metri nella quale sorge un giardino con piante, fiori ed edere che pendono dai bordi della roccia. Quello che rende questo posto un punto cardine del paese è che questa grotta verde giace nel centro città. Dalla piattaforma sulla grotta si gode una sensazione di pace che sembra incredibile se si pensa dove è localizzata.

Il Cave Garden a Mount Gambier

Il Blue Lake o lago blu è letteralmente un lago che sorge nel cratere di un antico vulcano spento e che è ora diventato la sorgente acquifera che soddisfa l’intera città. L’acqua del lago è appunto blu e questo è dovuto a particolari minerali che vi disciolti e che danno al Blue Lake questa particolare colorazione.

Torre di guardia sulla collina di Mount Gambier

Dopo una giornata qui a Mount Gambier, una doccia calda (finalmente) e una lavatrice di biancheria d’emergenza riparto e questa volta mi attende un’altra capitale australiana: Adelaide.

Pascolo verde con pecore e caminetto in pietra

Recinzione piena di scarpe appese lasciate dai passanti

On the road again, l’Outback si avvicina!

Vai alla Gallery con tutte le più belle foto del mio viaggio in Australia

Leggi gli ultimi articoli

Facebooktwitterpinterestlinkedintumblrmail
Rimani aggiornato
Notificami
guest
2 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments
Claudia
5 anni fa

Intendi Mount Gambier e non Grampier?