Premessa

In una splendida giornata d’autunno, se avete la passione per la fotografia e siete in cerca di una location che vi regali lo sfondo di foliage perfetto, non potete di certo restare a casa!

Vi propongo questo trekking, diciamo non troppo difficile, che vi porterà in cima ad uno dei monti più panoramici dell’Appennino Reggiano: il Monte Ventasso.
Forza, preparate lo zaino, la reflex (o il cellulare per chi viaggia leggero), allacciate gli scarponi e partiamo!

Foliage al lago Calamone con uomo che osserva il panorama

Dettagli trekking

Regione: Emilia Romagna
Tempo di percorrenza: 3 ore, passeggiando tranquillamente e fermandosi per godere del panorama e fare qualche scatto.
Lunghezza: 4 km
Dislivello: 400 m 
Monte Ventasso: https://goo.gl/maps/NraXSvU9mx9BhvEB6
Parcheggio: https://goo.gl/maps/XdVoo1rNP9VapGDU8

L’appennino Reggiano, questo sconosciuto

Alberi si specchiano sul lago Calamone

Purtroppo questa parte di Appennino è sottovalutata, anche per colpa del marketing scadente che viene proposto…quando viene proposto.

Ci sono luoghi incantevoli, zeppi di fascino e storia che però sono praticamente sconosciuti: è mia intenzione cercare di promuovere queste zone attraverso questo blog perché vale la pena visitarlo in qualsiasi stagione dell’anno.

Trekking, borghi antichi, castelli, sessioni di yoga, passeggiate a cavallo, cascate, uscite fotografiche, percorsi ciclabili e infine innumerevoli osterie, locande, trattorie e ristoranti nei quali riempirsi la pancia con squisiti piatti locali.

Dove parcheggiare l’auto

Riflessi autunnali sulle foglie del bosco al Lago Calamone

Vi suggerisco di lasciare l’auto al PARCHEGGIO LOCANDA CALAMONE: da qui a piedi, attraverso un facile sentiero di 10 minuti si arriva al Lago Calamone. Il trekking ha inizio qui: il Lago Calamone è un bacino di origine glaciale che sorge immerso in un’affascinante zona boschiva. Potete fare il giro del lago se volete prima di salire.

Atmosfere autunnali e foliage

Se vi piacciono i colori caldi ed avvolgenti della stagione autunnale, questo è il momento perfetto per andarci.

Le fronde dei faggi, tinte di giallo paglierino e arancio acceso, lasciano cadere un tappeto di foglie infinito: il bosco intorno è vibrante di suoni, odori e colori che vi faranno sentire come dentro una fiaba dei fratelli Grimm.

Iniziamo la salita

Il Lago Calamone in autunno

Partiamo dal lago Calamone e lo costeggiamo in parte per poi arrivare al rifugio Venusta. Il sentiero è ben segnalato (CAI 667) e facile da seguire: da qui inizia la salita che comunque è fattibile anche per i non esperti.

La prima parte è attraverso il bosco, una faggeta incantevole che vi regalerà emozioni e nella quale potrete scovare funghi di diverse specie, dai colori caldi (sono velenosi, lasciateli dove sono!) che trovano casa e riparo in questo sottobosco.

Fungo Amanita Muscaria rosso con pallini bianchi

Proseguendo si esce e ci si ritrova in una radura dalla quale si apre una vista spettacolare sui monti di fronte, delicatamente innevati dalla prima spolverata caduta qualche giorno prima.  

Ci sono due percorsi per salire: uno diretto che vi porta in cima più in fretta…se siete pronti ad una salita del genere…fate pure. Io al bivio non ho avuto molti dubbi a riguardo!

Il Monte Casarola e l'Alpe di Succiso innevati

Noi abbiamo scelto la via “panoramica” che costeggia una parte di crinale, più lunga ma anche più semplice.

In cima al Monte Ventasso

L’ultima parte del sentiero è piuttosto esposta e ripida quindi attenzione.
Una volta in cima, ci si trova di fronte ad un panorama a 360 gradi: lo spazio concavo sottostante, creato dal passaggio dei due fiumi Enza e Secchia, si accosta al crinale del Monte Ventasso e da qui su è facile individuare il serpentone dei loro letti che striscia nelle rispettive valli.

Panorama dalla cima del Monte Ventasso

La Croce del Ventasso saluta e da’ il benvenuto a chiunque arrivi a trovarla: fermatevi a contemplare lo scenario e godetevi un panino accarezzati dal vento e scaldati dal sole.

Discesa al Lago Calamone

La pioggia non ci ha risparmiati e, quello che fino a qualche minuto prima era un sole favoloso, si è poi trasformato in nuvoloni rabbiosi.

Per la discesa abbiamo optato per la “direttissima”, la via più corta, che tanto “andar a la basa, tut i sant i iutan” (nel mio dialetto significa che andare alla bassa tutti i santi aiutano). A fare gli splendidi, credendosi ventenni e rendendosi conto che invece il tempo passa anche per te, non poteva certo essere la scelta migliore…. 

Dopo aver rischiato distorsioni alle caviglie e un trauma all’osso sacro per via del suolo bagnato, arriviamo alla conclusione che dovrebbero chiamarlo sentiero spaccaginocchia, il nome sarebbe di certo appropriato!

Fungo nel sottobosco autunnale del Monte Ventasso

Conclusioni

Se capitate in questa zona dell’Appennino reggiano e amate le passeggiate nella natura, vi consiglio questo semplice trekking. In alternativa, potete fermarvi al lago Calamone, che oltre ad essere spettacolare in autunno, è un’oasi fresca nella quale trovare sollievo nelle giornate estive.

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